Mozioni a confronto in vista del congresso DS
Iscritti e simpatizzanti della Quercia riuniti nella sede di viale Repubblica per conoscere e discutere i programmi delle varie correnti diessine, e far sentire la voce della “base”
«È stato un momento importante, il primo passo di un percorso che ci condurrà, attraverso il congresso provinciale dei Democratici di Sinistra, previsto per il 19-20 novembre, al Congresso nazionale che si terrà a Roma ai primi di febbraio 2005».
Alessandro Meazza (nella foto), segretario cittadino dei DS di Busto Arsizio, appare soddisfatto dopo la serata che ha visto la presentazione e la discussione delle quattro mozioni che si disputeranno il titolo di linea guida della politica DS nel Congresso di Roma. In coerenza con la propria struttura attenta al parere della “base”, delle sezioni locali, il partito della Quercia ha quindi invitato tutte le sedi locali a preparare le proprie osservazioni alle mozioni, che saranno quindi inoltrate ai precongressi provinciali, e da lì ai livelli regionale e nazionale.
Ad esporre i contenuti delle quattro mozioni sono stati Daniele Marantelli per la mozione Fassino, Marco Cipriano per la Mussi-Berlinguer, Felice Besostri per la mozione Salvi e Alberto Pernotti per la mozione Bandoli. A seguire, la cinquantina di militanti e simpatizzanti riuniti nella sede cittadina di viale Repubblica ha discusso i contenuti delle mozioni. «Una discussione anche animata, sui temi “caldi” che stanno a cuore al popolo della sinistra» osserva Meazza.
Non è mancato chi ha fatto da “bastian contrario”, sforzandosi di riportare la palla al centro. Una voce autorevole su tutte è stata quella di Gilberto Squizzato, il giornalista e regista bustocco autore del “Don Mazzolari” e di vari altri lavori apparsi sugli schermi Rai. Squizzato ha invitato con forza ad abbandonare ogni tatticismo in vista della creazione di un’alleanza strategica il più possibile ampia. «Questa è una situazione d’emergenza» ha denunciato il regista con riferimento alla politica nazionale. Per affrontarla, secondo Squizzato occorre che, al di là di tutto, si valorizzino le componenti nuove dei DS, quelle non ereditate dal vecchio PCI: ambientalisti, cristiano-sociali e laici liberalsocialisti di provenienza repubblicana e socialista.
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