«Vi racconto come la Scala risorgerà»
Visita al cantiere con il direttore tecnico dei lavori, il venegonose Bruno Zoccola, a un mese dall'inaugurazione del Teatro
«C’è molta agitazione e da adesso saremo anche costretti a lavorare solo di notte». C’è molta frenesia al Teatro alla Scala di Milano: manca meno di un mese all’inaugurazione ufficiale con la messa in scena di "Europa riconosciuta" di Salieri , la rappresentazione con cui fu inaugurato il teatro nel 1778. A dirigere l’orchestra l’8 dicembre sarà Riccardo Muti.
Il tempo a disposizione è scarso e alla Scala vi sono ancora molti lavori da fare, soprattutto di rifinitura, come ci spiega il direttore tecnico dei lavori Bruno Zoccola, ingegnere di Venegono Superiore: «Siamo molto indaffarati, la tensione sale di ora in ora. inoltre In questi giorni si stanno iniziando le prime prove tecniche per lo spettacolo inaugurale. Questo ci impedisce di lavorare di giorno e, quindi, si lavora soprattutto di notte. Nelle ore diurne si potranno fare solo piccoli lavori di restauro».
All’interno del teatro non sono ancora state posizionate tutte le poltrone. Quelle presenti sono ancora ricoperte. I restauratori stanno dedicando la necessaria attenzioneai particolari. Molti gli scatoloni in giro mentre i pavimenti dell’atrio principale, ed anche di alcuni corridoi, sono ancora coperti da cartoni: sono i segni inequivocabili di un cantiere in piena attività Ma la platea con le balconate dei palchiè uno spettacolo davvero suggestivo, fin dal piccolo corridoio che unisce il salone d’ingresso alla sala platea stessa: le colonne sono state riportate alla fattura originale, al finto marmo che era stato ricoperto dopo la ricostruzione del Dopoguerra. «Il restauro conservativo ha permesso di riportare alla luce molti particolari che, con diversi interventi nel tempo, erano stati coperti – spiega Zoccola -. Adesso come in tutte le costruzioni che si rispettino stanno saltando fuori piccoli difetti che richiedono piccoli aggiustamenti, ma sicuramente faremo in tempo. Le visite dei responsabili della Fondazione Scala sono ormai diventate giornaliere».
Il Teatro alla Scala, il più importante nel mondo, dove si esibì anche la "cantatrice" saronnese Giuditta Pasta e dove i più grandi compositori, da Verdi a Puccini a Bellini hanno presentato le loro opere, se si esclude la ricostruzione del 1946 dopo i bombardamenti, guidata dal sovrintendente varesino Antonio Ghiringhelli, non è mai stato oggetto di un restauro di questa portata.E’ stato un intervento imponente e al tempo stesso delicato, non solo da un punto di vista estetico, ma anche strutturale con la creazione di un palco mobile su più livelli.
«Sono due anni e mezzo che ci lavoriamo – conclude l’ingegnere di Venegono -, dopo un primo anno in cui ci sono stati diversi problemi burocratici, il resto è andato via liscio, con enormi soddisfazioni ogni volta che portavamo alla luce un po’ dello splendore di un tempo. Rifarei tutto: è come mettere una pietra nella storia». Zoccola è anche sicuro e fiducioso che i tempi saranno pienamente rispettati. «Muti potrà eseguire la sua opera in tutta serenità e il Teatro tornerà alla sua Milano più bello che mai».
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