2004, “annus horribilis” per il commercio ma non per la Confesercenti
Presentato dall'associazione il bilancio 2005, che vede i loro numeri in crecita
Il 2004 è un anno di crisi, non c’è alcun dubbio. E i primi ad accorgersene sono i commercianti, e chi frequenta i negozi: meno persone entrano nei negozi, meno ancora comprano, poco cambia tra i periodi normali e quello dei saldi. Insomma, per il mercato è stagnazione pura.
«Per noi dire che il 2004 è stato un anno difficile è stato un eufemismo» a parlare è Gianni Lucchina, direttore di Confesercenti che questa mattina ha presentato il consuuntivo dell’associazione assieme al presidente Cesare Lorenzini.
«Il calo di consumi è stato sensibile, anche nel periodo dei saldi, e anche in questo inizio di periodo di Natale. Certo, c’è sicuramente una trasformazione dei consumi: l’informatica è addirittura in aumento, reggono cenoni e alimentari, ma poi si registra un calo nei giocattoli e per altre spese superflue».
Colpa, si dice dell’esorbitante aumento dei prezzi, che hanno di gran lunga diminuito la capacità di spesa degli italiani. «La polemica sull’aumento dei prezzi, di cui sono stati accusati i commercianti, si risolve da sé – spiegano Lucchina e Lorenzini – non ci sarebbe un così alto tasso di chiusure di negozi se l’aumento dei prezzi fosse solo un puro aumento di guadagno degli esercenti pubblici: non abbiamo ancora in mano i dati ufficiali, ma pare che il saldo tra aperture e chiusure quest’anno sia tornato negativo».
Non c’è più capacità di spesa negli italiani, e perciò nei varesini:
Questo è il quadro generale – piuttosto fosco – della situazione. ma il motivo per cui i due dirigenti parlano è un altro, molto più allegro per loro «In questa situazione non certo felice, la nostra associazione ha ottenuto risultati entusiasmanti – spiega Lorenzini – evidentemente, abbiamo dato un messaggio di fiducia ai nostri potenziali interlocutori, visto che abbiamo aumentato del 12% il numero di imprese iscritte. Abbiamo aumentato del 20% l’erogato dell’ufficio credito, e del 15% l’attività del caf e del patronato. Infine, abbiamo da segnalare il risultato straordinario del nostro ufficio formazione, al lavoro solo da un anno 80 corsi per un totale complessivo di 1800 ore di corso, ai quali hanno partecipato circa 2100 corsisti».
Una attività di servizio che si è affiancata a una attività di categoria: «quest’anno abbiamo chiesto, e continuiamo a lavorare, sulla riforma della legge sullo sconto benzina. Chiediamo in particolare di rendere flessibile lo sconto, per adeguarlo – attraverso un osservatorio – a ciò che succede in Svizzera. Inoltre ci siamo occupati del problema dei pos "taroccati", quel caso di cronaca per cui in provincia sono state clonate carte di credito: una forma di delinquenza che ha visto vittime anche gli stessi commercianti, che sembravano però comprimari della truffa». Insomma, la crisi non ha spento loro la vis polemica.
Resta qualcos’altro da dire, allora, su questo brutto anno da finire al più presto? «Abbiamo solo un ultimo appello: per Natale andate, comprate nei negozi e comprate italiano».
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