Accam: «Con questa convenzione non ci conviene investire»
Il presidente di Accam SpA Sergio Parini si è incontrato con i consiglieri di Rifondazione Comunista Lofano e Corrado per discutere di sicurezza
Convenzione e sicurezza: questi temi "forti" che sono stati messi sul piatto nell’incontro tenutosi giovedì 2 dicembre tra Sergio Parini (foto), presidente di Accam, e i consiglieri comunali di Rifondazione Comunista Angelo Lofano e Antonello Corrado.
I due esponenti locali comunisti avevano posto con forza la questione della sicurezza dopo l’incidente del 13 novembre scorso presso l’inceneritore consortile di Borsano, ottenendo un invito formale da Parini per discutere dell’accaduto. All’incontro hanno preso parte anche Mauro Castiglioni, responsabile ambientale del circolo di Rifondazione Comunista, Marco Caldiroli di Medicina Democratica e, in rappresentanza di Legambiente, Andrea Barcucci.
Parini ha mostrato agli intervenuti i verbali dei controlli effettuati dalla società responsabile della manutenzione dell’impianto, la Commissioning Impianti, e quelli dell’Arpa, meno strettamente tecnici. Il Presidente di Accam ha ribadito che la notte del 13 novembre dall’inceneritore sarebbe sfuggito solo vapore acqueo – salvo poi ammettere che in effetti c’era stata una perdita di «sostanze» non meglio identificate. Sarebbe inoltre «normale» la rottura delle serpentine del sistema idraulico, avvenuta ben quattro volte in un anno. Le due caldaie dell’impianto sono collegate da un unico sistema idraulico centralizzato, pertanto, quando se ne rompe una, è facile che, per "effetto domino", vada in crisi anche l’altra, privata dell’acqua necessaria a raffreddare quella già fuori uso.
Potrà accadere ancora: questo, in sostanza, quanto emerso dalla relazione di Parini ai consiglieri. A meno che non si intervenga con investimenti importanti sul sistema idraulico dell’inceneritore. E qui casca l’asino. Infatti Accam, con la convenzione attuale, che il CdA sta tentando in tutti i modi di non firmare, non avrebbe l’interesse economico ad investire nell’innovazione degli impianti – basti pensare che i forni erano stati studiati per un tipo di rifiuti comprendente anche l’umido e che, a seguito della raccolta differenziata di quest’ultimo, si trovano ad operare su rifuti con un potere calorifico molto più elevato, riportando danni strutturali o lavorando sotto regime.
Accam vorrebbe dunque che nella convenzione si rendesse esplicita la rinnovabilità della convenzione anche dopo la sua scadenza del 2019, che nel testo attuale è lasciata in sospeso. Si è quindi parlato di sicurezza, quando Parini ha chiesto ai consiglieri comunisti cosa l’amministrazione comunale avesse in opera in materia di piani di emergenza e simili per l’eventualità di incidenti di maggior portata di quello del 13 novembre. A questa domanda, tuttavia, nè Corrado nè Lofano, consiglieri di minoranza, hanno potuto rispondere altro se non che finora non ne hanno mai sentito parlare. La patata bollente passa dunque al Sindaco, cui spetterà tranquillizzare i borsanesi anche su questo aspetto.
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