Corte d’Appello a Varese, nessun passo in avanti
Consiglio comunale aperto al pubblico senza pubblico:poco entusiasmo per una ipotesi che resta ancora tutta da valutare
Seduta straordinaria aperta al pubblico per discutere della Corte d’Appello in provincia di Varese. Peccato che il pubblico non ci fosse e, come ha ammesso il presidente del Consiglio regionale Attilio Fontana, non ci sia neanche la Corte d’Appello. Secondo l’esponente leghista infatti l’istituzione dell’organismo giudiziario è tutt’altro che all’ordine del giorno, con buona pace del senatore Pellicini (An) e dei consiglieri comunali nazionalalleati, promotori della serata di ieri. «E’ prematuro discutere la sede di un ente quando non si sa ancora se quest’ente verrà effettivamente realizzato o meno» ha ammonito Fontana.
Non era andata così a Busto Arsizio dove la sala era stracolma di gente, semplici cittadini ed addetti ai lavori. A Varese erano invece presenti un paio di senatori, Fontana per la Regione e qualche avvocato; nessun magistrato, risposta nulla da parte della cittadinanza, che poteva contare solo su qualche militante di An e sui soliti 4-5 anziani “aficionados” dei Consigli comunali.
Nonostante tutti tendano a sottolineare l’importanza di una Corte d’appello in provincia, dovunque si faccia, è chiaro che l’unica vera questione in campo è la solita battaglia tra Varese e Busto Arsizio per ragioni di prestigio. Per il resto solo molta cautela da parte di tutti, politici e funzionari della giustizia. Fontana ed il senatore Peruzzotti, compagni di partito del ministro di grazia e giustizia Castelli, affermano che il Ministero al momento non ha fondi sufficienti per istituire una nuova Corte d’Appello. Il presidente della Camera penale di Varese, Lucio Paliaga, pensa che spostare da Milano anche solo il Tribunale di sorveglianza sarebbe già un successo: «Temo che la Corte d’Appello a Varese forse la vedranno i miei nipoti» afferma con ironia. Anche il presidente dell’Ordine degli avvocati, Sergio Martelli, non si lascia sedurre da facili entusiasmi e parla di un progetto a ribasso rispetto a quello iniziale: «Tre anni fa si parlava di una Corte d’Appello insubrica che comprendesse anche il comasco, l’alto milanese e parte del Piemonte – afferma Martelli – ora sembra ridursi tutto alla provincia di Varese». L’unico a mostrare un certo ottimismo è il senatore Pellicini, promotore del disegno di legge al Senato: «Anche per il carcere è stato così all’inizio, si diceva sempre che non c’erano i soldi, ma è bastato insistere ed i finanziamenti sono arrivati. Con la Corte d’Appello bisogna fare lo stesso, insistere, attirare l’attenzione di politici e mass media sul territorio».
Alla fine l’unica idea emersa è il classico tavolo tecnico, dove saranno invitati politici ed addetti ai lavori di tutte le province interessate dall’eventuale istituzione di una Corte d’Appello a Varese. Una singola Provincia, per di più divisa al suo interno, può ottenere ben poco, una vasta area geografica, magari transregionale, forse qualcosa di più.
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