Lavoro: agli immigrati i posti più pericolosi
Crescono i posti di lavoro e il numero di immigrati assunti, ma spesso ne va della sicurezza e del salario percepito
I posti di lavoro in Italia stanno crescendo e a trarne vantaggio, soprattutto se si tratta di lavori che richiedono uno sforzo fisico, sono soprattutto gli extracomunitari. Non si tratta di un luogo comune ma di una realtà ben documentata da una recente ricerca di Unioncamere, in collaborazione con il Ministero del Welfare.
La disoccupazione oggi è calata ai livelli degli anni 70 e, parallelamente, il numero degli immigrati assunti costituisce ormai il 28,9% della forza lavoro attiva. Ancora una volta la parte del leone la fa la nostra regione: in Lombardia, infatti, nel 2004 sono state previste 37 mila assunzioni di stranieri, quasi la metà concentrate a Milano. Seguono a ruota Veneto (21 mila assunzioni) ed Emilia Romagna (più di 20.900 assunzioni).
Ma la situazione degli immigrati assunti non è certo facile: il salario medio oscilla tra i 30 e i 40 euro al giorno e le mansioni sono generalmente pesanti. Non a caso il settore con il maggiore apporto di manodopera straniera è quello edilizio: il 28% dei lavoratori nei cantieri è infatti composto da immigrati. A livello regionale il settore è costituito da una manodopera per il 28% di origine straniera.
Come ha dichiarato Carlo Melegari, direttore del Centro Studi Immigrazione, al quotidiano Italia Oggi, “la strada dei cantieri è una scelta obbligata: la manodopera italiana infatti scarseggia in quel settore, che invece è in decisa espansione dal punto di vista congiunturale”. Inoltre si calcola una forte incidenza degli infortuni mortali per i lavoratori non italiani: quest’anno su 205 incidenti mortali 35 hanno coinvolto operai immigrati. Sicuramente questi dati derivano dal fatto che gli stranieri, per necessità, svolgono lavori “sgraditi” a molti italiani perché considerati umili, sfibranti e pericolosi per la salute.
Per contro è decisamente inferiore il numero di imprese individuali con titolare nato in un paese extracomunitario: sono poco più di 168 mila. La nostra regione, comunque, è quella in cui le aziende con direttori di origine straniera sono più numerose, infatti sono ben 30.700, controllate soprattutto da marocchini e cinesi.
Unioncamere mette a disposizione, attraverso il sistema Excelsior Online, alcuni dati su cui si fonda la ricerca.
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