Morelli: un grande «santo minore» del sindacalismo

Un convegno al Comune di Castellanza per ricordare la figura del fondatore della Cisl Luigi Morelli: «Autonomia dalla politica e ruolo del sindacato nella democrazia»

Qualcuno ha detto che forse il tema del convegno “Morelli e la Cisl” non era completamente appropriato. «Morelli è la Cisl» ha precisato Aldo Carera, Presidente di BiblioLavoro.

Uomo politico e sindacalista, Luigi Morelli (1895-1954) è stato fra i fondatori della Cisl nel 1950 e uno dei massimi dirigenti fino alla morte nel 1954, avvenuta in un incidente stradale mentre si recava a Comacchio per una vertenza sindacale.

Nativo di Castellanza, Morelli è stato ricordato nel cinquantesimo anniversario della morte all’interno del convegno “L’impronta del sindacalismo libero, ricordo di Luigi Morelli” organizzato da Cisl Varese e Legnano Magenta e da BiblioLavoro con il patrocinio del Comune di Castellanza, che ha anche ospitato i lavori presso il Municipio. «Sono molto fiera di poter ospitare questo incontro – ha spiegato il sindaco Maria Grazia Ponti – sia come amministratore che ricorda un illustre cittadino di Castellanza., che come cittadina che riconosce il merito dell’attività sindacale per il nostro territorio»

«Morelli era un sindacalista con una storia personale molto interessante- ha detto Gian Primo Cella, Presidente della Fondazione Seveso e Sociologo- anche se viene ricordato poco. Purtroppo l’attività sindacale viene considerata come minore e legata a temi economici e politici. Anche i suoi dirigenti sono visti come “santi minori”. Non bisogna cadere in questa trappola: quello di cui dobbiamo parlare è la storia sindacale e in questa storia Morelli è stato un grande “santo minore”. Riflettere sulla sua esperienza è come rifondare i suoi principi e la memoria serve per ridare slancio e il senso della continuità soprattutto ai più giovani».

La Fondazione Seveso– dedicata al sindacalista Pietro Seveso- è un istituto di ricerca sui problemi del lavoro nato nel 1975 e che insieme a Cisl Lombardia, Cisl Milano e la Fim-Cisl nazionale ha dato vita all’associazione BiblioLavoro onlus con lo scopo di gestire e arricchire un patrimonio di materiale archivistico e bibliotecario e promuovere attività culturali sul tema del lavoro e del sindacato. «Non è un caso che questa biblioteca sia intitolata a Luigi Morelli – ha spiegato Carera-  anche per sottolineare l’attenzione che la Cisl ha sempre dedicato al tema della formazione e della cultura, anche sull’orma del percorso da autodidatta di Morelli.

Importante è l’attualità della sua figura. L’ idea della responsabilità delle organizzazioni sindacali nei confronti della democrazia legata a un modo di operare concreto che parte dalla tutela del lavoro e il coraggio di fare scelte, di prendere un impegno concreto in un certo ambito e sviluppare su questo percorso la sua vita».

 

Impegnato infatti per tutta la vita nell’attività sindacale e politica, Morelli era nato come socialista e dirigente della Cgl, sviluppando negli anni l’idea di un ruolo di primo piano del sindacato nel sistema democratico, che doveva derivare dalla sua autonomia dalla politica e dalla partecipazione diretta dei lavoratori.

«E’ interessante notare- ha detto Gianni Borsa, giornalista- che sul territorio del Varesotto e dell’Alto Milanese è rimasto il segno della sua opera. Il sindacalismo locale è fortemente legato al territorio e ne sa interpretare i problemi e in questo ci si può ritrovare in pieno nella sua eredità e nei suoi principi di sindacalista e di uomo politico».

«Gli insegnamenti che Morelli ci ha trasmesso- spiega Gianluigi Restelli, Segretario generale Ust Cisl Varese- sono legati al suo spirito di servizio che lo ha portato a peregrinare per l’Italia e alla sua interpretazione del servizio come ricerca personale da cui trarre sempre nuovi spunti di riflessione e azione.

La Cisl di oggi sta seguendo la sua strada, soprattutto nella continua difesa della sua autonomia dalla politica e nell’uso della contrattazione come strumento . E’ importare ricordare queste personalità, per vedere come i fondatori hanno saputo superare delle difficoltà e trarne nuovi stimoli».

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Pubblicato il 11 Dicembre 2004
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