Salone del tessile, lo scatto d’orgoglio del leone ferito
Al salone del tessile in mostra la tradizione e il futuro della provincia
Del settore si sa solo che è "in crisi", ma di tutto ciò che ha rappresentato e rappresenta nella provincia ben poco si sa. Per questo la provincia di Varese, col sostegno di CentroCot e della Camera di Commercio ha deciso di istituire una vera e propria mostra del tessile, che racconta tutto della storia – e del futuro – industriale di questo così importante settore industriale della provincia. Un settore che non sta morendo, ma che sta forse subendo con la crisi un nuovo "parto": colpito dalla concorrenza sleale di alcuni paesi, reso "mostro" dalla nuova sensibilità ambientalista, sconosciuto nella sua valenza di innovazione tecnologica, il tessile italiano – e perciò varesino, di cui rappresenta una grande parte – sembra in mano alle decisioni dei cinesi. Ma che invece ha in mano ancora molte carte da giocare in questo settore, se solo ci fosse una voglia condivisa di difendere un patrimonio industriale: che è storico ma che è fatto anche di grandi realtà presenti.
«Questa è un’iniziativa che parte del passato per arrivare al futuro – spiega Marco Reguzzoni – Del settore tessile questa provincia non può fare a meno, anche in termini numerici: è la nostra storia, è il nostro presente molto più di quel che sembri e deve rappresentare il nostro futuro. per questo ci aspettiamo da questa manifestazione grandi numeri, e una gran quantità di visitatori, un po’ come per la mostra dei cent’anni di volo: perchè questa iniziativa vuole affermare innanzitutto un’identità del territorio. Inoltre, il nostro dovere di amministratori è quello di non lasciare nulla di intentato perchè queste tradizioni possano continuare a trarre linfa vitale dal territori: per questo abbiamo voluto questa rassegna, a poco più di un anno dall’analoga "vetrina" dedicata all’aeronautica, altra grande madre dell’industria di questa terra».
Quello previsto per la fine di gennaio e presentato oggi, è un salone perciò che parte dalla moda ma vuole parlare di Storia, di orgoglio di territorio, di voglia di far conoscere ciò che davvero rappresenta anche ora l’eccellenza del tessile a Varese, alla faccia di tutti i "gufi" che periodicamente danno per moribondo il settore.
«Questo salone vuole fare vedere che il tessile è una forma d’arte da difendere, come altre arti italiane: a portare il "made in Italy" nel mondo nella maggior parte dei casi è stata infatti l’industria tessile – A parlare, con orgoglio e con una buona dose di veemenza, è Angelo Belloli, presidente della Camera di Commercio Varesina e rappresentante, come imprenditore, dell’industria tessile varesina che si afferma nel mondo – Il salone aiuterà i consumatori a diventare più consapevoli su cosa significa acquistare tessile italiano, e sul fatto che l’industria tessile di qui non è quel mostro ecologico che tutti pensano ancora che sia. Al salone però porteremo anche gli attori economici e politici, e chiederemo loro conto di questa situazione: vogliamo sapere chi davvero sta dalla parte del tessile, aldilà delle generiche manifestazioni di intenti. Fino ad ora abbiamo invitato Il presidente del consiglio Berlusconi, il ministro del Welfare Maroni, il presidente di Confindustria Montezemolo, il presidente di Unioncamere Carlo Sangalli. E al salone saranno presenti almeno 15 camere di commercio locali, che hanno già aderito alla fondazione di una associazione di scopo che richiede alla UE l’obbligatorietà della tracciabilità del prodotto».
I toni di Belloli sono decisamente caldi, perchè l’impressione è che la partita del tessile sia una partita difficile da giocare: nel nostro mercato interno come nella UE, tra le associazioni e nei giochi di governo. Ma è una partita importantissima per questa provincia, che di tessile vive e di tessile in certi casi – quelli vincenti – progredisce tecnologicamente. «Il tessile per noi non è semplicemente un settore merceologico, è un vero e proprio patrimonio locale: dei paesi europei, solo in Italia esiste l’intera filiera della produzione, cioè si lavora dal filo al capo finito. Una peculiarità che potrebbe essere evidenziata con il sistema di tracciabilità dei prodotti, che la Ue non ha ancora approvato e che il governo non spinge. E perché l’Europa è contraria? perché anche le associazioni di categoria sono contrarie? Chi difendono? Se il tessile deve essere giocato come carta di scambio per altre questioni, che la cosa sia chiara, anche perché nel tessile sono coinvolti 500mila lavoratori. E per questo ringrazio il presidente della provincia, che con la scelta di fare questo salone ha fatto un atto coraggioso, e inizialmente anche non accettato dai più».
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
anselmo piazza su Lavori in Viale Belforte, Via Marzorati e Via dei Campigli: a Varese senso unico alternato dal 24 al 30 agosto
Bustocco-71 su Cede la rampa della tangenziale, deviazioni tra Malnate e Varese
GianPix su Il varesino Marco Iemmi ha vinto il Premio Internazionale "Il Poeta dell'Anno"
Rocco Cordi su "Grazie Giorgio per quel nostro pezzo di strada percorso insieme"
Bustocco-71 su Lavori in autostrada A8 a Gallarate, per otto mesi carreggiata per Milano ridotta a due corsie
Simone su Lavori in autostrada A8 a Gallarate, per otto mesi carreggiata per Milano ridotta a due corsie






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.