Sicurezza, Varesotto area tranquilla, ma non abbassiamo la guardia

Il punto della situazione offerto dal Questore Giovanni Selmin. Tecnologia a collaborazione fra istituzioni le carte vincenti

Nella società odierna c’è una forte domanda di sicurezza in  funzione della qualità  della vita che tutti vogliamo di buon livello. Così abbiamo massima attenzione a un lavoro sicuro, alla certezza delle pensione, alla  garanzia di una  assistenza sanitaria adeguata alle necessità. La criminalità diffusa ci porta a  essere particolarmente sensibili in ordine alla sicurezza personale e la chiediamo alle leggi e alle forze dell’ordine.
 Mutamenti e nuove tendenze sociali  hanno avuto come conseguenza  atteggiamenti diversi rispetto al passato da parte delle istituzioni e anche dei cittadini quando si  tratta di sicurezza personale. Di questa svolta  ha parlato al Rotary Club di Varese il questore dott. Selmin che ha colto l’occasione per   informare sulla presenza di immigrati nel nostro territorio, motivo di uno straordinario impegno amministrativo da parte degli uffici della Questura.

Dalla conversazione  sono emerse indicazioni  importanti: il  Varesotto relativamente alla criminalità non vive una stagione drammatica, il circondario poi di Varese si segnala per una situazione nel complesso tranquilla; ma
davanti a un presente sereno non bisogna abbassare la guardia ed ecco che alla Questura di  Varese è in arrivo la più moderna centrale operativa, in grado di connettersi fulmineamente con tutte le altre e con le “Volanti”  in azione sul territorio. La buona sicurezza personale offerta ai cittadini deve però contare su  un’ampia collaborazione  istituzionale, su un coordinamento  efficace  di uomini e servizi ed è inoltre indispensabile una  condivisione di responsabilità, sempre  nell’ambito delle norme, da parte degli enti locali.

La sicurezza  personale non può prescindere  dall’utilizzazione delle tecnologie  e a questo punto il dottor Selmin ha sottolineato la necessità di  disponibilità e attenzione da parte dei cittadini nella gestione di  tecnologie che  sono efficaci solamente se appunto sono seguite con cura  o accettate, come nel caso delle telecamere o dei rilevatori  per il controllo delle impronte che  talune banche sono orientate a installare alle porte di ingresso.
Impronte significa  anche legge Bossi Fini che ha permesso di dare un’identità a migliaia di immigrati. La regolarizzazione della posizione degli extracomunitari è stato ed è un impegno eccezionale per la nostra Polizia , ma i risultati sono confortanti. La comunicazione è un  ostacolo nella regolarizzazione degli extracomunitari. “ Provate a spiegare a un cinese – ha detto il dottor Selmin – che deve  dimostrare che l’appartamento è stato rogitato” .

Gli extracomunitari nel Varesotto  sono  40.000.  Le presenze censite  nel 2000 erano 14.800, 21.500 nel 2002, oggi  sono appunto 40.000.
Gli albanesi sono oltre 7000, marocchini 6500, i cinesi 1200  ed è notevole la presenza di immigrati dall’Est con romeni ( 1800)  e ucraini verso quota  1600. La Bossi Fini  ha  determinato il ricongiungimento di   numerosissime famiglie, un  fattore questo di importante  stabilità.

Gli extracomunitari non rappresentano una minaccia per la  sicurezza: vero che essi sono il 5 per cento della popolazione del Varesotto e nel 2003 sono stati  il 30 cento degli arrestati,  tuttavia la lettura del dato delle denunce nei loro confronti (2800 su 9261) non costituisce una preoccupante  conferma : si tratta infatti nella quasi totalità di denunce per.. bugie, cioè false   documentazioni,  scritte con l’aiuto di famiglie italiane che non vogliono perdere la brava badante.

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Pubblicato il 02 Dicembre 2004
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