Silvio Papini: «Vedo un 2005 vincente per il Varese»

Intervista al direttore sportivo biancorosso. «Sbagliamo troppi gol, ma Sehic e Croci continuano a crescere»

Dirigenti, sponsor, tecnici, giocatori della prima squadra e dell’intero settore giovanile dell’A. S. Varese1910 nel tardo pomeriggio si sono ritrovati al Palace Hotel di Colle Campigli per scambiarsi gli auguri di Natale. La semplice e tuttavia significativa festa biancorossa degli auguri si è iniziata con la  messa celebrata dall’assistente spirituale, don Marco, ed è proseguita con brevi interventi di rito che hanno preceduto il tradizionale brindisi. Una festa nel segno di atmosfere serene, pacato ottimismo, certezza di essere sulla strada giusta per quanto riguarda la prima squadra e soddisfazione per il settore giovanile che risponde in pieno alle attese della società.
Silvio Papini (nella foto), il direttore sportivo, si è prestato con il consueto garbo all’inevitabile bilancio di fine di girone d’andata che vede il Varese 1910 al  quarto posto, in zona play off, del campionato di Eccellenza.

Vi aspettavate qualcosa di più?
«Se fossimo stati  precisi nei calci di rigore oggi saremmo terzi comodi comodi,  resta il fatto che non possiamo  avviare il discorso sul  bilancio con i se e i ma: sono voci che non esistono in nessun consuntivo».

Cominciamo allora dalle negatività.
«Alcuni  errori certamente hanno avuto ripercussione: la squadra l’abbiamo costruita entrando in un mercato già visitato dagli altri e così qualche acquisto non è stato fortunato, soprattutto perché dovevamo andare di corsa per poter iniziare il campionato. Il lavoro di assestamento si è protratto  inoltre  più del previsto e solo da alcuni turni le cose marciano meglio».

Ma non siete ancora soddisfatti  dal momento che cercate un attaccante che possa finalizzare meglio la mole di gioco sviluppato dalla squadra.
«E’ vero, creiamo tante palle gol e segniamo poco. Ecco perché la società è disposta a fare un sacrificio, solo che non si trovano giocatori:  nessuno è disposto a scendere di categoria. Il nostro modo di sprecare gol è inquietante, ma non è un difetto grave come la sterilità. Riproveremo a cercare un “nonno”, non ci arrendiamo, intanto Sehlic e Croci crescono».

Situazioni migliori in difesa e a centrocampo.
«Siamo la seconda difesa dopo quella del Fanfulla, a centrocampo abbiamo trovato qualità ed equilibrio, insomma adesso puntiamo a migliorarci per essere al meglio per i play off».

La svolta tecnica, cioè l’arrivo in panchina di Mangia, ha portato sulla scena alcuni giovani molto interessanti: avete un vivaio di qualità.
«E’ nella grande tradizione della nostra società l’attenzione ai giovani. Anche oggi essi hanno ripagato la nostra fiducia. Si tratta di ragazzi che hanno numeri, non pochi sono stati già chiamati nelle rappresentative nazionali e regionali. Bravi i nostri giovani, ma non dimentichiamo coloro che li hanno lanciati e allenati: i tecnici».

Come vede il 2005 del Varese?
«Vincente: la squadra ha imboccato la strada giusta, aggiungo che il pubblico ci sta scoprendo, il campionato fila via senza polemiche e veleni, c’è rivalità ma rispetto tra le società, gli arbtri sono di buon livello. Sono convinto che il nostro lavoro e la passione dei tifosi saranno ripagati».

Buon Natale e Buon Anno a Lei e a tutto il clan biancorosso
«Sono auguri che ricambio a tutto il clan della stampa varesina: voi seguite  con corretto spirito critico il nostro lavoro di ricupero di un grande patrimonio sportivo di Varese. Voi, gli sponsor e i tifosi non ci fate mai sentire soli in un’impresa che è piena di difficoltà».

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Pubblicato il 21 Dicembre 2004
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