Due paesi “in trasferta” per salutare l’ultimo alpino di leva
Un pullman e una carovana di auto provenienti dai due paesi hanno salutato a Cividale, in Friuli, il giuramento di un giovane di vent’anni. E’ l’ultimo di una tradizione che vedeva i ragazzi di queste valli far parte delle truppe alpine
E’ l’ultimo alpino di Azzio, piccolo comune della Valcuvia, e per salutarlo ben due paesi si sono mobilitati per raggiungerlo al giuramento.
E’ successo lo scorso weekend quando un intero pullman, un corteo di auto, due sindaci e tanti fan hanno indossato anche solo per un giorno il cappello con la penna nera e la divisa grigioverde per mettersi in viaggio e stringere la mano a Luca Ferrari, classe 1984 che per ultimo è stato chiamato alle armi con la leva obbligatoria negli alpini.
Se infatti dal primo di gennaio la naja è venuta meno, facendo tirare un sospiro di sollievo a tanti giovani, in questa zona, come molte altre di montagna, rischia di andarsene un pezzo di tradizione che è ricordato nei tanti cippi, nelle diverse cappellette dedicate ai caduti, ma anche nelle molte iniziative organizzate dai numerosi “gruppi alpini” locali. Compiti svolti spesso fianco a fianco con la protezione civile, quando c’è bisogno di “dare una mano”. In questa zona le penne nere sono parte della cultura e della tradizione locale. In tanti hanno fatto il militare nelle truppe di montagna, e ancora oggi ci sono anziani che ricordano le fatiche, i combattimenti e sono testimonanza diretta degli orrori patiti in guerra. In queste valli vennero reclutati i giovani che combatterono sulle cime alpine e nelle trincee nella Grande Guerra e sul fronte russo, nella Seconda Guerra Mondiale, inquadrati nelle divisioni Julia, Tridentina, Cuneense e Taurinense e nel battaglione Intra, nel corso della campagna di Grecia e sui Balcani.
«E’ anche per questo che abbiamo organizzato il viaggio a Cividale – racconta Pierino Rolandi, sindaco di Azzio e generale d’artiglieria da montagna in pensione, con alle spalle trent’anni di servizio guarda caso proprio negli alpini (nella foto, col collega di Orino e un "vecio"). Luca è per noi l’emblema del cambiamento, dal momento che è in pratica l’ultimo nostro soldato che ha giurato e che farà l’alpino di leva, dopo l’entrata in vigore della nuova legge. Ma è anche il simbolo della tradizione che ha visto soprattutto in passato queste zone prealpine fornire molti giovani per difendere i nostri confini».
E, dulcis in fundo, gli alpini sono riusciti a far superare un’antica rivalità (in realtà solo un pizzico di campanilismo) tra i due paesi, Azzio e Orino, un tempo uniti e oggi entità amministrative a sé stanti. Alla cerimonia dell’8° reggimento alpini della brigata Julia c’era infatti anche il primo cittadino di Orino, Dario Clivio. «Io il militare non l’ho fatto – spiega il giovane sindaco – ma non sono stato l’unico ad essermi emozionato durante il giuramento: in tanti avevano le lacrime agli occhi. Spero che la tradizione di solidarietà rappresentata dalla figura dell’alpino, anche dopo la fine della leva obbligatoria, continui a vivere nelle nostre valli».
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