Emergenza sociale: l’importanza della collaborazione

Il Ds Marco Tuozzo chiede un “piano di emergenza sociale”, mentre l’assessore Cova ribadisce il desiderio di collaborazione dell’amministrazione

E’ necessario elaborare un piano d’emergenza sociale per Gavirate: è questa la dichiarazione allarmante di Marco Tuozzo, segretario dei Ds. Questa denuncia è scaturita dai dati discussi durante la prima riunione della Commissione Servizi Sociali del Comune di Gavirate, di cui lo stesso segretario fa parte. In effetti l’immagine della situazione sociale emersa da questo incontro non è certo rassicurante.  Un dato preoccupante, ad esempio, riguarda le famiglie, che sembrano sempre più povere: ben 48, infatti, sono state le domande di accesso al fondo di compensazione per gli affitti, di cui 44 evase. Oltre 15 sono gli assistiti ai quali vengo assegnate le eccedenze alimentari delle mense scolastiche. «In poche parole», ha commentato Tuozzo, «c’è gente che è alla fame!». Ma il quadro negativo non si limita a questo: ad esempio sono anche emersi ben 53 interventi a tutela dei minori in casi di separazioni coniugali, violenze familiari, isolamento sociale e povertà socio-culturale.  Preoccupante sarebbe anche la situazione degli anziani, una fascia sociale decisamente debole.

Secondo Tuozzo, tra le cause maggiori di difficoltà nella gestione delle problematiche sociali ci sarebbe anche la riforma sanitaria voluta da Formigoni, che prevede l’erogazione dei voucer sanitari. «Nel 2004 ne sono stati concessi e finanziati solo 7 per tutto il territorio gaviratese», ha sottolineato il segretario dei Ds, «per un importo di 200 euro al mese ciascuno e per soli sei mesi: una vergogna sia per l’esiguità sia per il fatto che ne sono beneficiari esclusivamente gli anziani con più di 75 anni».

A seguito della denuncia del segretario dei Ds, l’Assessore per le Politiche Sociali di Gavirate, Luisella Cova, ha affermato che «Tuozzo si è fatto interprete di una situazione allarmante totalmente condivisa dall’intera Commissione, è evidente infatti un aumento di un disagio che non è solamente di Gavirate, ma di tutto il territorio. Io stessa sono molto preoccupata per alcuni fenomeni di disagio sociale, specialmente tra i giovani, ma è proprio per questo timore che abbiamo voluto presentare questi dati». Quindi quale sarà, ora, la risposta di Gavirate a questa situazione? «Più che a un piano di emergenza pensiamo sia giusto, ora, provvedere ad una verifica dei dati acquisiti e agire, insieme, per provvedere all’impostazione di un piano di azione», ha commentato Cova, «si prevede, infatti, un incontro, entro 15 giorni circa, con tutte le associazioni sociali del territorio gaviratese, insieme alla Commissione, per poi discutere, in un’ottica sempre di Commissione, dei provvedimenti concreti». «E’ importante, conclude Cova, aprire un tavolo di confronto, anche culturale, per tutte le forze sociali». Sembra quindi che, per affrontare questa tematica, la necessità di collaborazione su più livelli sia un punto di partenza ben condiviso.

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Pubblicato il 28 Gennaio 2005
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