Giornata nera al Pirellone
L'opposizione chiede inutilmente tre volte la verifica del numero legale in Consiglio. Salta la discussione sullo scandalo della formazione professionale

«Ormai la Casa delle libertà non riesce nemmeno a garantire l’ordinaria amministrazione». Lapidario il commento del consigliere regionale diessino Daniele Marantelli. Tra i punti all’ordine del giorno del Consiglio regionale c’era anche la discussione della relazione della commissione d’inchiesta sulla formazione professionale, finanziata attraverso il fondo sociale europeo. «Abbiamo chiesto per ben tre volte – continua Marantelli – la verifica del numero legale, ma la maggioranza non è stata in grado di garantirlo. Il centrodestra e Formigoni non riescono a garantire un impegno energico sulla mobilità, sull’efficienza delle ferrovie, sulla sanità e sull’inquinamento. Lo sciopero dei pendolari di stamattina è la prova di questa mancata gestione. Comunque i segnali di questa rottura all’interno della maggiornaza c’erano già da tempo».
Stempera, invece, i toni il consigliere di Forza Italia Gigi Farioli, che non vede nessuna crisi politica in atto. «Non c’era il numero legale perchè è mancata la volontà di discutere temi ritenuti non particolarmente interessanti da tanti consiglieri. Personalmente stigmatizzo l’atteggiamento di molti miei colleghi, soprattutto dell’opposizione, che non desideravano discutere questa relazione. Ripeto, fa specie questa scarsa attenzione ai compiti istituzionali da parte di alcuni consiglieri. Quindi non darei una valenza politica a quello che è successo».
La matematica non è un’opinione, nemmeno se a parlare è Giuseppe Adamoli. Il consigliere regionale della Margherita mette lì due conti su numeri e presenze in Consiglio regionale e ne trae più di una conseguenza politica. «Il Consiglio regionale – dice Adamoli – non ha tenuto la seduta programmata per oggi poiché la maggioranza di centrodestra non ha saputo garantire il numero legale. E pensare che conta ben 51 consiglieri su 80 . Eppure siamo al termine della legislatura e la decenza imporrebbe ben altro senso di responsabilità. Un’altra volta, l’ ennesima, Formigoni che intende presentare la sua lista, la Lega che gli contrappone Maroni, Berlusconi che vorrebbe tutti insieme ma non raggiunge la mediazione vincente: tutto ciò è solo in parte normale dialettica, diventa malattia pericolosa quando scaraventa le sue conseguenze negative sull’attività della Regione impedendo all’assemblea di funzionare. Non vorrei che la paralisi colpisse interamente i 40 giorni che restano da qui alle fine della legislatura regionale».
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