Il campanile del signor Rosando
Intervista con il benefattore che ha regalato alla chiesa delle Ceppine i soldi per il campanile
«Quello lì non sarà mica il campanile di Sant’Anna, sarà il campanile Premazzi». Rosando Premazzi, classe 1927, si fa una gran risata e con una battuta sdrammatizza il suo ruolo di grande benefattore della chiesa parrocchiale del rione Ceppine. E’ lui il privato che ha offerto a don Enrico e alla comunità parrocchiale la possibilità di realizzare il campanile della chiesa delle Ceppine che, a quasi 40 anni dalla costruzione, ancora manca della torre campanaria e dove le ore e le scampanate d’obbligo nei momenti tristi o lieti della comunità, vengono suonate da un disco.
Premazzi, ha quasi 78 anni, qualche problema di salute che lo costringe a respirare continuamente da una bombola di ossigeno, ma non molla il ponte di comando della sua attività estrattiva, le Cave Premazzi a Torba. "Siamo cavatori da quattro generazioni – spiega con orgoglio, seduto come ogni mattina nella cabina da dove controlla personalmente il via vai continuo di camion e ruspe – Quando sono entrato in azienda 45 anni fa mica era come adesso, si cavava tutto a mano a furia di picco e pala, poi sono arrivati i mezzi meccanici, ma intanto ho fatto in tempo a ricoprirmi i polmoni di polvere e a beccarmi questa bestiaccia di silicosi e adesso vivo con questa macchinetta appresso".
Ma come le è venuto in mente di regalare alla chiesa delle Ceppine un campanile? Son mica due soldi…
«Guardi, un giorno sono entrato nella chiesa per sentire Messa e mi ha molto colpito. È una bella chiesa, solo che senza campanile mi sembrava una mucca senza corna e allora dopo qualche tempo sono andato da don Enrico, l’ho conosciuto, e gli ho detto "Te lo faccio io il campanile!».
Detta così sembra una cosa da niente, ma è vero che pagherà di tasca sua la metà dell’opera?
«Ah no, non è una cosa da niente, anzi son tanti soldi… e poi chi le ha detto che pago metà campanile? Così sarei un benefattore come tanti, invece voglio che si ricordi che quel campanile l’ha fatto il Premazzi e quindi glielo pago tutto. Lasciamo fuori solo la torre campanaria e le campane, che quelle ha detto che le regala il Comune».
Una donazione davvero generosa, supportata immagino da una grande fede.
«Sì, siamo devotissimi alla Madonna di Lourdes. Pensi che anche il mio nome viene da lì. La Madonna a Lourdes è apparsa nella grotta di Massabielle e Rosande e mia mamma voleva chiamarmi Massabiele, poi all’anagrafe, quando ha capito che un nome così me l’avrebbero storpiato per tutta la vita ha scelto l’altro e io mi chiamo Rosando».
Adesso, per il signor Rosando, l’importante è fare in fretta: «Vogliamo inaugurare il campanile per la festa di Sant’Anna, quest’estate, e spero proprio di esserci ancora per vederlo finito ma, detto fra noi, credo proprio di sì: visto che pago io il conto, chissà quante preghiere mi staranno dicendo…».
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