La Lega è il terzo incomodo
L'intervento di Sergio Terzaghi, consigliere comunale del Carroccio, sulla scelta della Lega Nord di correre da sola alle regionali
La scelta della Lega Nord di presentarsi da sola alle prossime elezioni regionali sembra aver rivitalizzato lo scenario “politico”. Ansia e risentimento sono i sentimenti dominanti di coloro che, temendo di perdere il confronto, cercheranno di conservare il potere sin d’ora acquisito. Invece, tra gli sfidanti, si avvertono desiderio di rivalsa e sbeffeggiamento. Sono tutti comunque certi che sarà un gioco a due: ecco un importante errore di valutazione. La politica non si compone solo della dialettica Amico-Nemico, esiste il Terzo.
Anche se il “riposizionamento al centro” dei partiti ha cercato di escluderlo, il Terzo – concetto sociologico e politologico elaborato da illustri pensatori quali Simmel, Freund e Schmitt – serve a dare credibilità alle vere alternative politiche di un Sistema in cui il dibattito è sempre più povero ed omologato.
Ad oggi, la vita politica sembra ridursi ad una semplice alternanza fra il centrodestra e il centrosinistra. I programmi dei partiti, ad essi aderenti, si distinguono in misura sempre minore.
Ciò spiega la personalizzazione sempre più marcata delle sfide elettorali: gli uomini politici sono “lanciati” come delle griffe di moda, poiché la vita politica è sempre più una questione di “immagine”, di pubblicità, di comunicazione ma ancora di nepotismo. Contrariamente alla teoria secondo cui l’elettore cerchi, in occasione del voto, di massimizzare razionalmente il suo migliore interesse, le elezioni sono anzitutto un mezzo per avere una rappresentanza nonché un’affermazione delle proprie Idee. Invero, oggigiorno, l’elettorato ha la sensazione che nessuna alternativa gli sia offerta dai partiti che si disputano il potere, poiché quest’ultimi agiscono come se la Politica avesse divorziato dalle Idee. Pertanto, questo elettorato non può che provare disinteresse per il gioco politico e ritirarsi a vita privata, rifugiandosi nell’astensione.
In assenza d’una vera partecipazione popolare al governo della “cosa pubblica”, l’azione politica democratica si trasforma in oligarchica, trovandosi così ridotta al rango di una semplice gestione amministrativa, subordinata ad interessi privati. Qui entra in gioco il Terzo, con il suo compito e la sua visione del mondo alternativa tanto al centrodestra quanto al centrosinistra. Ciò premesso, la Lega Nord potrà ritrovarsi vincente proponendosi come forza antagonista al “riposizionamento al centro”. Per sviluppare liberamente la sua potenza, dovrà mobilitare gli spiriti degli idealisti presenti al suo interno e nel tessuto sociale. Le dittature, ma anche l’attuale “totalitarismo dal volto umano” per dirla con Chomsky, sono caratterizzate dal fatto che non riconoscono l’esistenza del Terzo. In realtà, una società si stabilizza solo se lo legittima. Ed il Terzo, se appoggiato dal Popolo, diviene il suo unico strumento, atto a modificare il Sistema.
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