«Sviluppo e ambiente sono al centro del mio programma»

Riccardo Sarfatti nella città capoluogo per incontrare associazioni e mondo del lavoro e dell'impresa

Il battesimo varesino per Riccardo Sarfatti (nella foto a destra) ha subito fatto i conti con uno dei problemi nodali della provincia: le infrastrutture. Come in mille altre occasioni è bastato un incidente per bloccare l’autostrada e costringere il candidato della Gad a un pesante ritardo già dal primo incontro con la stampa. Sarfatti non si è perso d’animo e ha annotato sul suo block notes Moleskine uno dei tanti problemi che affliggono le terre lombarde. Sarfatti è arrivato a Varese con il proposito di ascoltare e non di raccontare. I vertici del centrosinistra varesino hanno così confezionato una serie di incontri tematici. Mattinata con la stampa e poi colazione di lavoro con il mondo delle imprese e del lavoro. temi cari al leader dellla Gad che viene proprio da quel mondo grazie alla sua attività imprenditoriale.
Nel pomeriggio alcuni incontri riservati e poi nel pomeriggio con le associazioni sociali per finire con una cena insieme a militanti e simpatizzanti.

Una telefonata gli comunica i risultati per l’elezione di due senatori a Rovigo e a Bari dove la Gad ha vinto strappando un seggio al centrodestra.
«Le cose vanno bene e vinceremo le regionali anche in Lombardia. Chi pensa di avere già il successo in mano sbaglia. I lombardi sanno che non basta più sorriedre e fare inaugurazioni quando vivono in una regione dove la qualità della vita peggiora e lo sviluppo è fermo da tempo».

Che impressione ha avuto dall’incontro conil mondo delle imprese e del lavoro?
«Ho ascoltato con piacere le associazioni imprenditoriali e il sindacato. Ne ho tratto alcune indicazioni che sono simili ad altri territori. Siamo in presenza di un’articolazione produttiva straordinaria, ma anche in presenza di gravissimi problemi. Il Varesotto era la culla dell’aeronautica e oggi questa vive una crisi senza precedenti a causa di scelte scellerate del Governo, che per appoggiare in modo acritico Bush è uscita da progetti importanti come quello dell’airbus. Così assistiamo a  una sostanziale stagnazione in casa nostra contro una forte ripresa di francesi ed altri. Poi anche altri settori vivono una crisi profonda per le non scelte di chi ha amministrato la Regione in questi 10 anni. L’assenza di nuove infrastrutture ricade su tutte le medie e piccole imprese che sono il tessuto produttivo di questo territorio».

Ma come si risolvono questi problemi?
«Con un diverso rapporto tra pubblico e privato. Noi siamo in presenza di una cultura che è a vantaggio solo di alcune lobbies. Il pubblico non deve svolgere alcun ruolo diretto nelle imprese, da questo non si torna indietro, ma deve pianificare e gestire i problemi più delicati delle imprese come ad esempio quello delle infrastrutture. Oggi non esiste alcuna programmazione a questo proposito».

Ma di fronte alla globalizzazione bastano interventi sulle infrastrutture?
«Di fronte a questi nuovi scenari non ci si può chiudere. La Lombardia ha le energie e le risorse per essere una regione cerniera con l’Europa e con il mondo. Non si può continuare a pensare che i problemi e le risorse arrivino tutte dalla Cina. La questione è complessa e non può essere risolta come vorrebbe la Lega con la chiusura dei territori».

Questa resta una delle aree più sviluppate e più ricche del mondo. Ha davvero tanti problemi?
«Si. I cittadini si domandano dove vivano quelli che sorridono sempre e vanno in giro a fare inaugurazioni e non si rendono conto che i lombardi hanno sempre più problemi. Basterebbe guardare alla questione centrale di questo territorio: l’ambiente e lo sviluppo. Abbiamo un ambiente degradato e uno sviluppo fermo. Se non si ripensa a queste tematiche affrontandole con serietà e con piccoli passi, ma legati a una vera programmazione le cose andranno sempre peggio. Prendiamo come esempio i pendolari. Che vita fanno? La mobilità è un tema centrale sia per l’inquinamento che produce che per lo stress a cui sottopone chi deve fare continue code oppure vivere nel ritardo di mezzi pubblici gestiti sempre peggio».

Ma tutti condividono i temi ambientali…
«A parole. Qui noi invece sosteniamo che occorra una programmazione seria. Di fronte a questa i cittadini sarebbero anche disposti a piccoli sacrifici, ma vanno indicati obiettivi e percorsi. Questo non è in antitesi con l’idea dello sviluppo, anzi ne è parte integrante basti pensare ai temi dell’energia. Altri paesi con coraggio hanno deciso di gestire questo tema partendo dal risparmio e dall’uso di energia alternativa. Sono arrivati anche al 15% di quota. Da noi è tutto fermo e senza alcuna idea. Noi dobbiamo rimettere questi temi al centro dell’attenzione politica con i cittadini».

Con sincerità, quante possibilità ha di battere il centrodestra?
«Tante, abbiamo entusiasmo e vogliamo vincere»

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Pubblicato il 24 Gennaio 2005
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