Berlusconi, duro attacco a Prodi e alla sinistra

Il premier ospite di Bossi a Gemonio: «L'opposizione è come un medico che sbaglia tutte le diagnosi»

Dopo parecchio tempo Gemonio torna al centro della vita politica italiana, complice la visita con pranzo di Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e del sottosegretario Brancher a casa del leader della Lega Nord Umberto Bossi. Insieme a loro anche il ministro alle riforme Roberto Calderoli, unitosi al summit nel pomeriggio. Al termine del lungo incontro, iniziato attorno alle 13,15 e terminato alle 17, Berlusconi si è intrattenuto con i giornalisti attaccando la sinistra in modo deciso.

«È stata una visita in cui si è parlato di tutto: dei nostri partiti, del Paese, della voglia che ha Umberto Bossi di tornare a parlare in pubblico perché è in ottima forma» ha esordito il Presidente del Consiglio (nella foto)che davanti a taccuini e telecamere ha quindi voluto portare un attacco deciso all’opposizione. «Sono preoccupato per il futuro dell’Italia nel caso il Paese dovesse finire nelle mani di una sinistra che non è assolutamente in grado di gestirlo». Un concetto rinforzato poco dopo quando il premier ha paragonato l’opposizione ad un medico che ha sempre sbagliato le diagnosi: «A questo medico io non affiderei mai mio figlio; allo stesso modo non metterei la nazione nelle mani di una sinistra che ha storicamente scelto posizioni perdenti. Ciò è accaduto in passato per la Nato, per il mercato comune, per il piazzamento di missili in Italia e sta succedendo anche oggi sulla questione della Corea».

Berlusconi ha quindi spostato il mirino sui leader dell’opposizione: «Fassino ha gioito per la riuscita delle elezioni in Iraq, ma poi la sinistra ha perso una grande occasione per garantire la crescita democratica in quel Paese, votando contro la permanenza dei nostri soldati. Hanno dimostrato la solita attrazione fatale verso i dittatori e le dittature». Quindi è arrivata la stoccata a Romano Prodi: «L’opposizione parla sempre male del nostro governo e dell’Italia. Prodi lo ha fatto nel colloquio con Chirac ed è stato scorretto ed indegno nel rivelare le frasi che il presidente francese ha detto in privato. Parole per altro smentite. Anche se capisco che Chirac possa avere un qualche risentimento verso di me perché per la presidenza della commissione UE è stato scelto il nostro candidato al posto di quello che lui è Schroeder avevano sostenuto. Ma, ahimè, Prodi non avrebbe dovuto riportare quanto detto da Chirac: non ci si comporta così in ambito internazionale».

Berlusconi, e successivamente Calderoli (al suo arrivo, foto sopra), non hanno parlato delle prossime elezioni e delle trattative in corso. Gli unici accenni sono arrivati dal premier: «Mi auguro che nei listini trovino posto molte donne, ma per questo sto incontrando forti resistenze. Per quanto riguarda i radicali invece non ci sono novità». In conclusione Berlusconi ha sostenuto di aver riferito a Bossi gli sviluppi delle trattative per liberare Giuliana Sgrena («I nostri servizi stanno continuando nel loro lavoro»).

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Pubblicato il 20 Febbraio 2005
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