Ds, proposta di legge Zeroseianni

Depositata in Cassazione la nuova legge di iniziativa popolare sui nidi e le scuole dell'infanzia. Lunedì 28 febbraio se ne parla alle ore 21 in sala Impero

Riceviamo e pubblichiamo

La nuova legge di iniziativa popolare sui nidi e le scuole dell’infanzia, che abbiamo depositato in Cassazione, promossa da noi DS e dalla Consulta per l’infanzia  Gianni Rodari è frutto di un lungo lavoro svolto con personalità delle Istituzioni, del mondo universitario, della cultura, della ricerca, dell’associazionismo e con operatori che quotidianamente si battono per il riconoscimento dei diritti dei bambini e degli adolescenti.

Purtroppo oggi in Italia abbiamo un tasso di povertà minorile tra i più alti nel mondo industrializzato e il tasso di istruzione e formazione tra i più bassi.

 Siamo il paese che spende di meno per i bambini e le famiglie: solo il 3,6% rispetto ad una media europea dell’8,3.

Tutti gli studi ci dicono che quanto più i bambini, fin da piccolissimi, vivono in un contesto cognitivo e sociale adeguato tanto più saranno in grado di non abbandonare la scuola e di vincere le sfide nei gradi successivi dell’istruzione.

L’immobilità sociale, il perpetuarsi delle disuguaglianze di generazione in generazione non sono solo una porta sbattuta in faccia a milioni di bambine e bambini, ma dimostrano anche l’enorme cecità dell’attuale classe dirigente su ciò che costruisce la forza e il futuro di un paese, cioè la piena  valorizzazione delle risorse umane.

La nostra proposta di legge sancisce il diritto di tutti i bambini, dalla nascita ai sei anni, di poter sviluppare pienamente le proprie potenzialità di relazione, di autonomia, creatività, apprendimento.

Ciò che una volta era naturale (il gioco, specialmente quello di gruppo, la frequentazione dei coetanei, il contatto con l’esterno, la natura, la realtà, ecc…)oggi  non lo è più perché mancano fratelli, cugini e spazi di aggregazione ;  in particolare nelle realtà urbane, la vita sociale e di relazione, si è fatta estremamente complessa e differenziata, molto lontana dai bisogni dei bambini.

Noi invece desideriamo sia  garantito a tutti i bambini il diritto all’educazione e alla vita di relazione, affinchè  possano superare disuguaglianze, emarginazioni, barriere economiche, sociali, etniche e culturali e proseguire nella loro crescita in  condizioni di pari opportunità.

I bisogni dei bambini e delle loro famiglie richiedono risposte flessibili ed articolate di offerte, orari, sedi e modelli organizzativi e gestionali, al fine di garantire la qualità educativa, la relazione dei bambini tra di loro e con gli adulti, con la natura, con il territorio e con l’insieme delle opportunità e servizi offerti dalla comunità .

La nostra proposta di legge per un  sistema integrato per l’infanzia comprende inoltre azioni di sostegno alla genitorialità, favorisce la conciliazione fra i tempi e le tipologie di lavoro dei genitori, prevede la loro partecipazione alle scelte educative e alla verifica della loro attuazione.

Purtroppo in Italia anche i dati numerici degli asili nido sono sconfortanti pur salvaguardando la qualità educativa.

 Nella graduatoria europea l’Italia  è agli ultimi posti con solo il 7,4% contro la Francia al 29% e la Danimarca al 64%. Nella stessa Italia esistono notevoli differenze, al Nord si arriva anche al 18%, ma il Sud è ben lontano da questa percentuale: in Campania solo al 1,9%.

Migliore la media della Provincia di Varese che è del 11,3%, (l’area territoriale Castellanza-Busto-Gallarate 14,7%,) la più alta della Regione Lombardia, che ha una media del 9,7%

La richiesta che ci fa l’Europa è di arrivare al 33% entro il 2010.

Nella nostra proposta  i nidi, per la loro specifica funzione legata alla territorialità e alle esigenze delle comunità, debbono essere accessibili a tutti i bambini di età da 0 a 3 anni: rispettandone  le personalità, i ritmi di vita, di crescita, promuovendone il benessere.

Nella nostra legge è previsto quanto segue:

Ÿ         Il finanziamento dello Stato per la creazione di nuove strutture pari a 400 milioni di Euro per il primo anno, con un aumento di 50 milioni di euro per ogni anno successivo

Ÿ         Il cofinanziamento  da parte dello Stato del 50% dei costi annuali di gestione che restano a carico degli Enti Locali

Ÿ         Che nei nidi d’infanzia, nei servizi integrativi e nei servizi innovativi e sperimentali la partecipazione economica delle famiglie utenti non possa essere superiore al 30% del rispettivo costo medio rilevato a livello regionale.

Ÿ         Un incremento della    disponibilità di accoglienza  dei nidi d’infanzia pari ad almeno il 15 per cento, su base annua, dell’utenza attuale.

 

Tutti gli indicatori nazionali ed internazionali ci dicono infatti che i tassi di dispersione scolastica variano a seconda della quantità e della qualità dei percorsi di educazione e socializzazione che i bambini hanno avuto a disposizione nei territori. Da qui la nostra proposta di legge sugli asili nido: a fronte del centro destra che con la sua impostazione rischia di trasformare tutta la scuola in un servizio a domanda individuale, ci proponiamo di trasformare lo stesso asilo nido nel primo momento del sistema educativo nazionale. E insieme promuovere davvero gli asili nido, ed estendere a tutto il territorio nazionale la grande qualità educativa di cui come centrosinistra diamo prova  in una parte consistente delle Regioni e dei Comuni da noi governati.  E’ questo un modo per cominciare davvero a dare vita agli obiettivi che l’Europa si è data a Lisbona per ampliare i livelli generali di sapere e di cultura, e per muoversi nella direzione di un’idea di formazione per tutto l’arco della vita. La possibilità di una società della conoscenza che unisca e non divida, che apra opportunità nuove per tutti e per ciascuno, comincia proprio da qui, dalla qualità educativa che sapremo offrire ai nostri bambini.

Democratici di Sinistra Gallarate

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Pubblicato il 24 Febbraio 2005
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