Impronte digitali, l’agitazione continua
I dipendenti della Dufrital hanno organizzato un presidio con volantinaggio davanti alla mensa della Sea per sensibilizzare tutti i lavoratori di Malpensa
Prosegue l’agitazione dei dipendenti della Dufrital, l’azienda che gestisce vari duty-free di abbigliamento e alimentari all’interno dell’aeroporto della Malpensa. L’azienda ha deciso, nella scorsa settimana, di mettere in pratica il proposito di prendere le impronte digitali di dipendenti e fornitori per permettere l’ingresso negli spogliatoi. Lucia Arile, segretaria generale di Filcam-Cgil, si dice «sconcertata dalla decisione della Dufrital. Avevamo diffidato l’azienda con una lettera ufficiale firmata da me, ma da una settimana hanno cominciato a chiedere ai dipendenti di essere riconosciuti non con i convenzionali metodi, tipo badge magnetici o chiavi, ma con l’impronta digitale, come i peggiori criminali nelle carceri di massima sicurezza. La differenza è che i dipendenti in questione devono entrare in uno spogliatoio, non nel caveau di una banca. Inoltre sono controllati con due telecamere in un luogo dove non ci sono beni della società, ma solo gli armadietti dei lavoratori. Tutta questa esigenza di sicurezza non si spiega».
L’azienda non ha fornito spiegazioni ai dipendenti, se non l’esigenza di tecnologia, con la sicurezza che il dito non si perde, mentre badge e chiavi sì. La Arile ha inviato lettere a Sea, Asl, Ispettorato del Lavoro e al Garante della Privacy per sapere se quello che la Dufrital ha messo in piedi è legale e non viola la privacy dei dipendenti. I lavoratori nel frattempo hanno già scioperato due volte, venerdì 4 febbraio e domenica 6 febbraio, e oggi, venerdì 11 febbraio, hanno organizzato, insieme alla Filcam, un presidio con volantinaggio davanti alla mensa della Sea al Terminal 1: «Per sensibilizzare chi lavora a Malpensa – spiega ancora la Arile – e rendere noti i soprusi che oggi subiscono i dipendenti della Dufrital e domani chissà quanti altri. L’agitazione va avanti, se l’azienda non rivede le proprie posizioni e non spiega le ragioni di una scelta incomprensibile ci saranno nuovi scioperi. Resta il fatto che Malpensa non smette mai di stupire».
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