Omicidio dell’Epifania, la parola ai cittadini
Consiglio comunale aperto con grande partecipazione della cittadinanza cardanese che ha avanzato numerose proposte all'amministrazione comunale
Ci voleva un Mauro Munari. Centocinquantasette cardanesi hanno dovuto attendere l’intervento di un “normale” cittadino per ascoltare delle parole attinenti al tema per il quale ieri sera, martedì 2 febbraio, sono accorsi nella sala convegni di Verdi 2. Fino all’intervento di Munari, solo il sindaco Mario Anastasio Aspesi era stato capace di fornire spunti di riflessione validi in relazione ai fatti che hanno colpito Cardano al Campo la notte del 6 gennaio scorso con l’omicidio di Albino Nisticò e il ferimento del fratello Spartaco e del giovane nipote: «Sono lieto che tanta parte della cittadinanza sia intervenuta – ha esordito il sindaco -. Le autorità istituzionali, il prefetto Pironti e i vertici della polizia e dei carabinieri mi hanno assicurato che la situazione sarà monitorata e che saranno cercate soluzioni di concerto con l’amministrazione comunale. A Cardano c’è un problema sicurezza, è un dato di fatto: 3 rapine negli ultimi sei giorni sono più di un segnale. L’area intorno a Malpensa, questa grande città che si sta allargando a macchia d’olio manca di strutture adeguate. Il problema deve essere affrontato a livello provinciale, vanno messe in rete le capacità e le esperienze di tutti, serve una regia unica per il controllo del territorio».
Le forze politiche hanno preceduto gli interventi dei cittadini con
proposte che hanno toccato vari punti: Valter Tomasini, capogruppo forzista, ha chiesto l’aumento dei vigili di quartiere e un aumento dell’educazione a partire dalla scuola, il leghista Loris Bonato ha denunciato la situazione del Paese che «non è più un’isola felice» e ha lanciato accuse per la sottovalutazione del problema microcriminalità, il capogruppo di maggioranza Angelo Bellora ha invece auspicato «la creazione di un percorso comune verso un benessere sociale, che non è solo ordine pubblico». I cittadini hanno colto l’invito dell’amministrazione comunale, partecipando attivamente al consiglio comunale aperto, portando proposte interessanti e variegate. Angelo Toso è stato il primo a smuovere le acque, invitando i politici e le forze dell’ordine «a
risolvere i problemi a monte», poi sono intervenuti due negozianti, Manca e Cipolla, i quali hanno denunciato che «la paura e il senso di timore nel quale viviamo è una realtà, alla quale va trovata una soluzione. I problemi a Cardano ci sono, l’amministrazione deve fare qualcosa». Molti, come detto, gli interventi dei cittadini: chi ha invitato ad aumentare le telecamere nelle zone sensibili, chi ha denunciato una crescente omertà nel paese, chi ha puntato sulla prevenzione e sul controllo del territorio, chi ha invitato ad intensificare le connessioni tra le varie anime della comunità, dalla scuola alla parrocchia. Non tutti gli interventi sono stati pessimisti: alcuni educatori di strada hanno presentato le proprie esperienze, invitando a non marchiare i ragazzi negativamente e esortando tutti ad essere ottimisti e a lavorare per fare sistema tra le associazioni e le forze sociali presenti sul territorio.
In ultimo, prima del richiamo alla realtà di Mauro Munari, i politici
dei due schieramenti hanno esposto le loro ragioni, perdendosi in accuse reciproche e discorsi che poco centravano con il tema portante della serata, costringendo numerosi cittadini ad andarsene, abbandonando una serata che avrebbe dovuto vederli protagonisti. Munari ha interrotto il trend inaugurato da Bonato, Dalmino e Falcone, portando il consigliere di minoranza Iozzolino a chiedere «maggiore sicurezza e controllo del territorio» e Angelo Bellora a invitare a «coordinare le forze e lavorare in rete con le istituzioni locali presenti sul territorio, con le associazioni, le scuole e le parrocchie». Mario Aspesi ha chiuso i lavori, con alcune promesse e alcune precisazioni: «I cittadini ci hanno chiesto più presenza sul territorio: lo faremo, i lavori per la caserma dei carabinieri saranno avviati entro il nuovo anno, ma vogliamo aumentare la prevenzione e l’educazione con interventi diretti nelle scuole. Fare sistema è una soluzione che auspico da tempo, non solo sul territorio cardanese, ma anche con gli altri comuni limitrofi, Gallarate in primis: ho mandato due lettere al sindaco Mucci per proporre un accordo sul controllo del territorio, ma la risposta non mi è mai giunta. Se ci fosse la volontà di inaugurare un consorzio nel campo della sicurezza, sarei pronto a mettere la mia firma domani, ma questa volontà non c’è e dobbiamo fare da soli. Il personale di sicurezza del Comune avrà un nuovo dipendente a tempo determinato da domani, 2 febbraio: è solo l’inizio, ma lavorando insieme e cercando soluzioni condivise potremo evitare altri episodi come quelli di piazza Mercato».
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