«L’ospedale di Luino deve vivere»
Il partito di Bossi torna alla carica sulla questione dei due nosocomi del Verbano a costo di scontrarsi con gli alleati
L’ospedale di Luino non è inutile e un’indagine epidemiologica dell’Asl condotta dal dottor Pierluigi Zeli e dal dottor Fabio Banfi lo conferma. Con queste parole la Lega Nord si è presentata alla cittadinanza nel corso dell’incontro dedicato alla sanità nell’Alto Verbano organizzato dalla sezione luinese del partito di Bossi. Alla stessa erano presenti anche il presidente del Consiglio Regionale Attilio Fontana e il direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera varesina Stefano Zenoni.
Tutti si sono trovati uniti nel riconfermare l’esigenza di una struttura di riferimento a Luino in quanto centro più importante di una zona che comprende quasi sessanta mila abitanti e un territorio montuoso e dai collegamenti difficili. Questa è la realtà luinese che è emersa anche dall’indagine epidemiologica presentata a suffragio della tesi di chi vuole difendere l’ospedale. Il senso politico dato dalla Lega all’incontro si può riassumere in queste parole, ha detto Attilio Fontana.
«Solo la Lega Nord, – ha affermato il presidente del consiglio regionale – all’interno della coalizione di centro-destra, è in grado di difendere i piccoli ospedali come quelli di Luino e Cittiglio e un eventuale ridimensionamento del peso del partito all’indomani delle prossime elezioni potrebbe favorire chi all’interno della Casa delle Libertà spera ancora nella nuova struttura di Cassano Valcuvia e di chiudere i due nosocomi esistenti».
La Lega, insomma, vuole vederci chiaro e verificare se Formigoni, con il finanziamento promesso di persona per il rilancio, vuole solo fare pura campagna elettorale o intende veramente accantonare il progetto del nuovo ospedale. L’incontro ha voluto dire ai luinesi principalmente questo ben sapendo quanto ai cittadini dell’Alto Varesotto stia a cuore la sopravvivenza dei due presidi del Verbano. Intanto il Direttore Sanitario Stefano Zenoni ha tranquillizzato la platea garantendo che l’azienda sta perseguendo a pieno ritmo la strada del rilancio e che la prima tranche del finanziamento, alla quale si spera ne seguano altre, verrà utilizzata per riportare l’ospedale al pieno funzionamento senza più reparti chiusi come aveva più volte affermato il direttore generale Roberto Rotasperti.
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