Scuola bosina, il Consiglio comunale vota il via libera

Con soli tre voti di scarto viene approvata la variante urbanistica che legittima il cambio di sede. Ma la decisione finale spetta ai dirigenti del Comune

Il Consiglio comunale ha votato la variante urbanistica che, almeno da un punto di vista puramente formale, legittima la nuova sede della scuola bosina a Masnago. Spetta ora ai dirigenti ed ai tecnici comunali valutare se tutti i passaggi di questa delicata e complessa vicenda siano avvenuti tutti secondo regolamento. In caso contrario potrebbero anche scattare delle sanzioni.

 

Una politica da scaricabarile secondo l’opposizione, che ha duramente contestato la delibera, tanto che in votazione, complice qualche assenza nelle file della maggioranza, è passata con soli tre voti di scarto, 16 sì contro 13 no. «Vengono fatte ricadere su un funzionario le responsabilità politiche del Consiglio comunale e dell’Assessorato» denuncia Angelo Zappoli del Prc. «Si vuol far passare come semplice questione tecnica una votazione che porta invece con sé notevoli implicazioni politiche» afferma invece Molinari, capogruppo della Margherita.

D’altronde la maggioranza ha imposto al dibattito di ieri sera un’impostazione molto “burocratica”, cercando di lasciare in secondo piano le valutazioni politiche. Si inserisce in quest’ottica anche l’emendamento presentato da Forza Italia, con cui il partito di maggioranza relativa ha chiesto ed ottenuto la cancellazione di ben tre dei sette punti della delibera. Una mossa che aveva il chiaro obiettivo di compromettere il meno possibile il Consiglio con una delibera poco limpida dal punto di vista regolamentare, lasciandone solo i passaggi che contengono esclusivamente dati tecnici. Anche la Lega Nord, che ha tenuto un profilo molto basso nel corso di tutto il dibattito, ha ritenuto di votare questo emendamento cautelativo, che è così passato nonostante la contrarietà dichiarata e poi non espressa di Alleanza Nazionale e quella invece sostanziale dell’opposizione.

 

Opposizione che ha più volte stigmatizzato l’operato della maggioranza, accusata di interpretare il regolamento comunale con eccessiva disinvoltura. «Non sono contrario alla scuola bosina – afferma Cesare Montalbetti, Margherita – è bello che nasca una scuola così dal basso, però questo non può avvenire a discapito delle regole».

I Ds hanno invece sollevato una questione tecnica di una certa rilevanza, denunciando la presenza di un’antenna per telefonia mobile presso l’ex fabbricato Telecom, di fronte alla scuola. Sicuramente  un pericolo per la salute dei bambini e degli insegnanti che quotidianamente si recano alla scuola bosina, ma anche qui una lettura puramente “giurisprudenziale” della norma  mette la giunta al riparo dalle critiche: il divieto d’installazione di impianti fissi per le telecomunicazioni riguarda solo la struttura edilizia scolastica e l’area di pertinenza. Se sono trenta metri più in là le radiazioni non sono più dannose.

 

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Pubblicato il 08 Febbraio 2005
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