Un bilancio di sostenibilità per Malpensa

La Sea presenta uno strumento di valutazione complesso e moderno, che prende in considerazione tanto i fattori economici quanto quelli sociali ed ambientali

Al terminal 1 di Malpensa era presente anche il presidente Giuseppe Bencini per annunciare alla stampa il nuovo bilancio di sostenibilità di Sea, l’azienda che gestisce gli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa.

Un bilancio di sostenibilità alle tradizionali funzioni contabili e di analisi economica aggiunge quelle proprie di un bilancio sociale, strumento di concezione recente nato per valutare l’impatto delle attività di una società anche all’esterno, vale a dire dal punto di vista sociale ed ambientale.
Evidente, nelle parole del presidente Bencini, il desiderio di migliorare l’immagine pubblica di Sea. L’azienda infatti si è vista a più riprese danneggiata da polemiche in seguito a vicende sindacali e a manifestazioni di protesta dei comitati di cittadini contrari all’espansione dell’hub, notoriamente poco gradito ai residenti della zona per il rumore e l’inquinamento che produce, oltre che vissuto da taluni come una enclave milanese nella provincia di Varese. «Non discutiamo la legittimità delle contestazioni, ma vogliamo mettere in luce quanto Malpensa rappresenti per l’economia locale, oltre che il suo carattere di risorsa strategica di interesse nazionale» ha detto Bencini.

Cifre e numeri parlano chiaro: Sea è una realtà imponente che gestisce flussi di traffico aereo di prima grandezza. Se il valore aggiunto globale netto ammonta a 402,1 milioni di euro, Sea si pone come la ventunesima azienda italiana per risultato operativo con 144 milioni di euro, e la venticinquesima per risultato operativo in percentuale sul fatturato (35,3%). Negli aeroprti di Linate e Malpensa sono occupate 25.000 persone (e più ancora in alta stagione) per un monte salari che tocca gli 800 milioni di euro, reddito che va a beneficiare ben 18mila famiglie delle province di Milano e Varese – qualcosa come almeno 54.000 persone; il 5,6% delle famiglie varesine dipendono da Malpensa, settimo scalo aereo d’Europa. Anche fornitori di Sea sono per il 53% lombardi, a riprova di un forte indotto locale.

Anche l’economia locale più in generale ha risentito positivamente della "scossa" data da Malpensa: nel decennio compreso tra i censimenti Istat del 1991 e del 2001, la popolazione dei Comuni confinati è cresciuta del 3,8% (contro l’1,0% regionale) e l’occupazione di ben l’11,2% contro il 3,2% globale della Lombardia. Impressionante anche la crescita del numero di viaggiatori trasportati da Sea nei due scali milanesi: da 18 a 28 milioni dal 1997 al 2004. Più modesta, ma costante, la crescita del traffico merci, che visto 363.000 tonnellate trasportate per via aerea, quasi tutti attraverso Malpensa, il più grande scalo merci aereo italiano. Anche la clientela, infine, sembra mostrare il suo apprezzamento: secondo un sondaggio Doxa, infatti, l’84% dei passeggeri si dichiara soddisfatto dei servizi aeroportuali, e il 4% addirittura "molto soddisfatto".

Il professor Antonio Chiesi, docente di Sociologia presso l’Università degli Studi di Milano, ha partecipato alla redazione del bilancio sostenibile di Sea, che ha definito «non solo un rendiconto agli stakeholders (termine anglossasone molto in voga per "portatori di interesse" o "parti coinvolte", ndr), ma anche un esempio di rispetto di un codice etico». La Corporate Social Responsibility, ovvero la responsabiltà sociale dell’impresa, è un concetto abbracciato da vari anni dall’Onu e dall’Unione Europea (ma anocra poco praticato, specie nei Paesi in via di sviluppo, ndr), e che anche il Ministero del Welfare sta diffondendo tra le aziende italiane. Gli aeroporti Sea sono all’avanguardia da questo punto di vista con la pubblicazione del bilancio sostenibile, se si tiene conto che hub fondamentali come Francoforte sul Meno o Madrid-Barajas non hanno ancora fatto nulla in tal senso. «Abbiamo messo nel conto i danni ambientali che Malpensa produce sul territorio – inquinamento, rumore – e i benefici occupazionali che esso comporta» ha detto Chiesi. «Ne emerge che gli aspetti positivi superano quelli negativi».

Ma se il bicchiere è mezzo pieno, è facile osservare che è tale solo per chi vi può bere; chi sta a guardare può non essere d’accordo. Ne è la riprova l’intervento del Sindaco di Castelletto Ticino (NO) Francesco Viale, che presente all’incontro con i colleghi di Gallarate, Nicola Mucci, e di Ferno, Claudia Colombo, si è fatto paladino dei Comuni piemontesi dell’Ovest Ticino, i più duri nell’opporsi a Malpensa ed alle sue rotte di sorvolo. «Questo bilancio chiarisce in modo inequivocabile come Malpensa sia concepita esclusivamente in chiave lombarda; il vicinissimo Piemonte novarese non vi è nemmeno menzionato. Siamo fuori da Malpensa e vogliamo restarvi. Non chiediamo certo una percentuale sugli introiti di Malpensa, ma almeno vorremmo evitare di pagarne le conseguenze negative con continui sorvoli del nostro territorio». Da notare che i dati delle misurazioni acustiche effettuate per conto di Sea (tutte in territorio lombardo) sono al di sotto del limite di legge di 65 decibel, ma sono espressi in medie mensili: medie che di certo non tengono conto del reale disagio di chi si sente passare in testa ogni pochi minuti un aereo a bassa quota, con ben altri "picchi" sonori.

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Pubblicato il 08 Febbraio 2005
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