Annamaria Aspesi ci riprova, senza i partiti

L'ex sindaco, caduta in seguito alle dimissioni in massa della maggior parte dei consiglieri, si ricandida alla poltrona di primo cittadino per la lista Indipendenti

Annamaria Aspesi ci riprova. Dopo la brutta esperienza della caduta della sua giunta a tre mesi dal termine del mandato, l’ex sindaco di Casorate Sempione, sessantaduenne pensionata, si ripresenta, accompagnata da quattro fedeli scudieri: Mauro Colamartino, Alberto Crosta, Giuseppe Magnaghi e Giorgio Tamborini. Questa volta la connotazione della lista è prettamente civica, al contrario di quanto avvenuto 5 anni fa, quando la Aspesi era appoggiata da Forza Italia, dalla Lega Nord e dal Partito Popolare: «Il nome della lista fa capire tutto rispetto alle nostre intenzioni – spiega la Aspesi -: siamo Indipendenti, l’unica lista che può dirsi tale perchè l’unica svincolata dalle logiche di partito, celate o non. Con me ci sono quattro ex assessori che hanno vissuto al mio fianco le vicissitudini che hanno portato Casorate ad essere commissariata. Gli altri componenti della lista hanno aderito perchè condividono il mio programma, i valori e la coerenza che non è mai venuta meno».

La scelta di correre da sola, senza l’appoggio di alcun partito, è un punto d’onore per Annamaria Aspesi: «In passato abbiamo avuto modo di vedere come amministrare dovendo rispondere a logiche partitiche non porti nulla di buono. Questa volta ho deciso di rischiare. D’altra parte non ho mai avuto alcuna tessera di partito. Mi auguro che i cittadini capiscano dove sta la verità: noi non abbiamo nulla da nascondere, le carte sono a disposizione. Chi getta discredito contro di me, lo fa senza basi concrete. Io ho sempre cercato di fare il bene della città, i partiti pensano invece a difendere poltrone e piccoli poteri». L’obiettivo della signora Aspesi è quello di ben figurare: «La squadra è buona, abbiamo fatto degli errori e gli abbiamo pagati, ma siamo sempre stati coerenti. Altri non lo sono stati e non lo sono ora: ci sono liste fatte di persone che fino a pochi mesi fa stavano una da una parte e una dall’altra, altre fatte degli stessi che hanno provocato la caduta della mia giunta senza mai spiegarne i reali motivi».

Il programma della lista civica Indipendenti parte da quanto fatto nei quasi cinque anni di governo del paese: «Abbiamo fatto tanto, anche se molte cose non si vedono. Ad esempio abbiamo diminuito il debito pubblico comunale, pur accollandoci l’ingente spesa del sottopasso, abbiamo provveduto alla manutenzione degli stabili comunali, abbiamo cominciato a pensare ad un coordinamento per le associazioni castratesi. Lo sbaglio grosso che ho fatto la scorsa legislatura è stato di affidare posti chiave sotto la spinta dei partiti, che a livello locale pensano a sé stessi invece che al bene della comunità. Per il futuro, se eletti, partiremo con l’attuazione del Prg già discusso e affidato allo studio di professionisti seri: il paese va rianimato, reso vivibile a partire dal centro. In più dobbiamo confrontarci con Malpensa, che per ora ha provocato più problemi che vantaggi: la commissione Malpensa non ha preso alcuna decisione significativa, il coordinamento tra i Comuni non esiste, l’insicurezza è a livelli mai visti. Gli stessi amministratori non possono prendere provvedimenti, perchè da un giorno all’altro possono cambiare i piani. C’è l’esigenza di capire cosa sarà del futuro dello scalo. Infine abbiamo dovuto subire la decisione di Provincia e Regione per quanto riguarda la nuova ferrovia che passerà dal nostro Comune, creando problemi per abitazioni e ambiente».

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Pubblicato il 11 Marzo 2005
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