Industriali e sindacati, un’unica voce: “Il declino può attendere”

Uno speciale dedicato alla crisi del tessile sul numero del mensile Varesefocus in edicola oggi con il Sole 24 Ore. Aspettando lo sciopero dell'8 marzo

La via della seta è tutta da scoprire. Non in senso geografico ma in quello economico. Ormai è argomento noto: questo “gigante dagli occhi a mandorla”, la Cina, in qualche modo va “trattato”, e l’indifferenza o peggio ancora la supponenza non sono la strada migliore. Il dibattito è appena cominciato ed è tutto aperto.
Anche Varesefocus, il periodico dell’Unione Industriali della Provincia di Varese, nel numero in distribuzione oggi con il Sole 24 Ore affronta nel dettaglio la questione, mettendo in risalto soprattutto le possibili strategie da mettere in campo.
E domani i 580.000 lavoratori italiani del settore tessile-abbigliamento-moda fermeranno la produzione per tutto il giorno, 8 ore, con la speranza di richiamare l’attenzione del governo su una questione che richiede rimedi urgenti.

Cgil, Cisl e Uil hanno presentato nei giorni scorsi lo sciopero dell’8 marzo e le manifestazioni che avranno luogo nel Varesotto e nel Legnanese-Alto Milanese (rispettivamente 25.000 e 12.000 addetti, con un 10-15% di posti di lavoro a rischio). Sarà proprio la città del Carroccio ad ospitare la manifestazione più imponente a partire dalle 9,30: «Abbiamo deciso di farla partire in via Palestro di fronte alla sede della Manifattura di Legnano, che con i suoi 1200 dipendenti circa tra Alto Milanese e Varesotto è la più importante filatura d’Europa» hanno spiegato i rappresentanti sindacali.

Ma lo sciopero, come si diceva,  non è tanto rivolto contro le aziende quanto contro un governo finora sordo alle richieste dei sindacati e degli stessi imprenditori. «L’iniziativa non nasce dal nulla, dietro ci sono l’accordo del 21 ottobre 2004 con i datori di lavoro per un appello al governo che è rimasto del tutto inascoltato, poi la grande manifestazione del 21 gennaio scorso a Milano, infine la petizione per il commercio equo e trasparente, firmata da oltre 100.000 lavoratori» spiegano ancora i sindacalisti. Uno degli obiettivi della petizione è quello di sensibilizzare i Governi nazionali al fine di monitorare in tempo reale le importazioni extra comunitarie. Il lavoro è già cominciato proprio il primo di gennaio: i dati aggiornati del monitoraggio si possono consultare in tempo reale sul sito SIGL.


Secondo il mensile Varesefocus le cifre in gioco sono tutt’altro che trascurabili.  «In Italia il settore conta 552mila addetti e rappresenta il 12 – 13% del comparto manifatturiero: rispetto all’Europa a 15 quello italiano pesa per un terzo di tutto il tessile abbigliamento e, se invece si guarda all’Europa a 25, il peso è di un quarto. Allargando lo sguardo a tutta l’Europa si deve parlare di 170mila imprese e di 2,5milioni di addetti. Nella sola Lombardia si concentra un terzo del tessile italiano e in provincia di Varese l’incidenza del tessile, con i suoi oltre 25.000 addetti, è pari al 22% sul totale del manifatturiero contro una media nazionale del 12-13%.
Non solo, le esportazioni del tessile abbigliamento della provincia di Varese nel 2003 sono state poco meno di 900milioni di euro, pari al 3,4% realizzato a livello nazionale dal comparto tessile ed al 13% di tutto l’export targato Varese».

«Gli ultimi dati dei centri di analisi economica indicano che il nostro paese è in affanno – si legge nell’editoriale a firma Alberto Ribolla – La produzione industriale dell’ultimo trimestre 2004 è scesa e l’Italia, insieme alla Germania, è fanalino di coda in Europa per quanto riguarda i consumi, che permangono non brillanti…….
Un esempio viene da quanti operano, a vari livelli, nel settore tessile-abbigliamento, che dal primo gennaio di quest’anno – racconta il Focus di questo numero – teme ancor più di prima l’invasione di prodotti a basso costo importati dai paesi asiatici, Cina in testa, per effetto del venir meno delle ultime limitazioni all’importazione previste, fino a poco tempo fa, dagli accordi internazionali sul commercio……
Richiamare l’attenzione delle autorità perché assicurino al mercato condizioni di concorrenza uguali per tutti, è sacrosanto. Ma può non bastare. Ecco allora, nella nostra provincia, un progetto concreto messo a punto dall’Unione Industriali. Un progetto articolato che, con il coinvolgimento delle imprese tessili, direttamente interessate, intende sostenere il settore facendo leva su un insieme di azioni – penetrazione commerciale ed industriale nei paesi emergenti, tutela e rafforzamento dell’immagine, facilitazioni finanziarie, formazione delle risorse umane, valorizzazione delle qualità intrinseche del prodotto – con un obiettivo specifico: preservare e potenziare il valore competitivo della filiera».

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Pubblicato il 07 Marzo 2005
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