Lo scatto di Toni Nicolini
Alla Fondazione Bandera in mostra l'obbiettivo del fotografo milanese
Due feste da ballo, nel 1966. Una a Milano, al Centro Fly, in via San Pietro all’Orto. L’altra in provincia, a Mortara, al teatro comunale. Due ambienti diversi. Due mondi. Sono anni di profonda trasformazione del costume. Il modo di vivere, di pensare, di vestirsi, di incontrarsi, di ballare stanno cambiando velocemente. Cosi velocemente che città e provincia, spesso, sembrano lontane non solo nello spazio, ma anche nel tempo. La festa milanese è un evento trendy, come si direbbe oggi. Organizzata in un lussuoso negozio di arredamento dall’architetto emergente Gae Aulenti. Gli invitati sono personaggi in vista delle città: giornalisti, critici, designer, artisti, modelle. Le donne esibiscono le loro teste cotonate ad arte o scolpite dai nuovi tagli alla Vergottini, sfoggiano abiti optical. Gli uomini sono in smoking. Tutto è rigorosamente in bianco e nero. L’orchestra è quella di Giorgio Gaber. L’ambiente di una raffinata modernità: grandi specchi a soffitto, immensi divani di pelle bianca. I gesti di tutti appaiono studiati. A Mortara, invece, è la notte del 31 dicembre. Suona un nuovo scatenato complesso, i Nomadi. Si lanciano coriandoli. Siamo al teatro comunale: tendaggi di velluto, divanetti capitonné, grandi specchiere in cornici barocche, colonnine tornite a dividere i palchi. È passata la mezzanotte. La gente si muove, beve, si siede, balla così come viene. Le ragazze, seguite dall’occhio vigile dei genitori, sono grassottelle. Il vestito è quello “buono fatto apposta”, color pastello, scollato ma non troppo.
L’obiettivo di Toni Nicolini scruta i visi, le pose, coglie l’attimo. L’attesa delle donne alla toilette. L’ultima mossa in voga nel twist. Una sigaretta fumata avidamente. Lui che innocentemente preme il seno di lei, con la scusa dell’abbraccio di capodanno. Ritagli di un tempo che è stato. Per tanti di noi il ricordo di quelle sere passate ballando, ballando. Alla Fondazione Bandera prosegue intanto, fino al 24 aprile, la mostra Barbara Nahmad. Yesterday Now. I volti dei protagonisti della storia sociale, culturale, politica dei favolosi anni sessanta riproposti in un’epica galleria di ritratti: da Marilyn Monroe a John F. Kennedy, da Che Guevara a Martin Luther King, da Mick Jagger a John Lennon.
Toni Nicolini (Milano, 1935), uno dei più importanti esponenti della fotografia italiana, è conosciuto soprattutto per il rilievo delle sue collaborazioni editoriali, di documentazione ambientale e geografica, e per il suo straordinario archivio di immagini, nelle quali si esprime la passione per gli aspetti quotidiani della vita, dell’abitare, degli spazi urbani, delle campagne. Il compito intellettuale e le motivazioni narrative non pesano mai sul suo sguardo, che rimane ugualmente poetico e libero di cogliere l’insolito. La stessa passione per la vita come racconto visivo si esprimeva già nelle prime importanti esperienze professionali a metà degli anni sessanta, quando partecipa alla marcia per la pace organizzata da Danilo Dolci, in Sicilia. Sorprendente è l’ironia con la quale osserva gli aspetti più mondani del costume di quegli stessi anni, come rivelano le fotografie presentate in questa mostra.
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