Aldo Calabrini: «Nessuno parte per arrivare secondo»
Conosciamo uno dei favoriti del "Laghi" che guiderà la Punto S1600
Alla vigilia del rally dei Laghi abbiamo voluto scambiare due chiacchere con Aldo Calabrini. Personaggio umile, e con i piedi ben piantati per terra, Calabrini (nella foto Alquati in azione al "Laghi 2004) sa che tra pochi giorni avrà “l’occasione della vita” anche se non lancia sfide o annuncia proclami. Dall’alto della sua grande esperienza sa che prima degli avversari dovrà guardare se stesso. Solo alla fine potrà distogliere lo sguardo dalla strada e magari, leggere le classifiche.
Aldo, Lei sarà al via con una Punto S1600 e già molti la indicano come il favorito per la vittoria finale. Si senti davvero in grado di vincere?
«Sinceramente non mi sento il favorito ma uno che può fare bene. D’altra parte al “Laghi” ho sempre ottenuto risultati importanti, come l’anno scorso quando vinsi la classe N3. Sono consapevole del mio valore e credo di poter provare a stare in “zona-podio” ma poi tutto dipenderà da mille fattori, a partire da come ci si alza al mattino fino alle condizioni meteo. Di sicuro nessuno parte per arrivare secondo».
Tra i suoi avversari c’è qualcuno che teme in particolare?
«L’esperienza mi dice che a parità di vettura tutti sono avversari temibili. Non sono il tipo che affronta un rally guardando gli avversari. Di sicuro Toia e Roncoroni saranno protagonisti come ormai da anni e credo che pure Pensotti potrà giocarsi la vittoria. Però ci sarà da fare attenzione a Proh e Oldani. Il primo l’anno scorso ha vinto una gara di Coppa Italia mentre il secondo ha i mezzi per fare bene. Staremo a vedere se la gara sarà più favorevole alle S1600 o alle 4×4 gruppo N».
C’è una prova speciale che reputa più insidiosa di altre? Qual è la sua preferita?
«Tutte le speciali disegnate quest’anno sono molto belle. Credo che per la tipologia di vettura che utilizzerò, le prove “Sette Termini” e “Valganna” saranno quelle più congeniali in cui potrò esprimere al meglio il potenziale della Punto S1600. Questo sulla carta; poi magari i fatti mi smentiranno. Non è mai facile fare previsioni. A volte le prove in cui ci si sente più sicuri si rivelano quelle fatali».
E’ la prima volta che si presenta ad una gara da favorito? La vettura per Lei è nuova?
«Purtroppo è la prima volta: un po’ tardi direi! Scherzi a parte: a 39 anni non mi è mai capitato di gareggiare con una vettura simile anche se devo dire che, grazie al mio ruolo di “tester” presso un importante rivista di rally nazionale, ho avuto la possibilità di provare quasi tutte le Super 1600 in circolazione. Martedì scorso (12 aprile ndr) ho “assaggiato” la Punto che sta utilizzando Paolo Andreucci nel Campionato Italiano. Sono vetture che rispetto alle Clio di gruppo A sono più difficili da guidare in quanto più professionali. Dispongono di numerose regolazioni che il pilota deve calibrare su di sé e sul proprio stile di guida per poter andare forte. La messa a punto è molto più “tecnica” ed elaborata ed è possibile che si raggiunga il feeling con l’auto solo dopo qualche prova speciale. Le “A7” mettono subito a proprio agio il pilota, non vanno “interpretate” o regolate più di tanto. Addirittura le Mitsubishi gruppo N mantengono delle regolazioni standard molto simili a quelle stradali. Il pilota deve solo modificare sospensioni ed assetto ed hanno sicuramente un approccio più semplice».
Come è avvenuto il suo salto di qualità?
«E’ nato tutto per caso. Il mio navigatore, Marco Verdelli, è molto amico di Roberto Zenobio, un imprenditore romano titolare della concessionaria ”R.P.”. Insieme hanno pensato che sarebbe stato bello utilizzare la Punto che il team ha da poco acquistato, al Rally dei Laghi. Così, di conseguenza, Marco mi ha coinvolto ed eccomi qua».
Ha altre gare in programma nell’immediato futuro?
«Per il momento no. Vedremo cosa accadrà durante l’anno. In questo periodo sono molto impegnato col mio lavoro di meccanico: ho un’officina a Cuasso al Monte. Tutti gli anni rinnovo la licenza ma regolarmente disputo una gara a stagione. Spero che magari, già da questo rally, si creino i presupposti per altre apparizioni. Se così non fosse pazienza; ci rivedremo nel 2006»
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