L’ultima sconfitta toglie le parole a Magnano
L'allenatore della Casti group commenta malvolentieri la prestazione dei suoi. La Fortitudo invece lancia l'assalto al secondo posto
L’amarezza per la sconfitta, frutto di alcuni tremendi errori nel finale e di alcune decisioni arbitrali a dir poco discutibili, rende nervoso anche Ruben Magnano. Il coach argentino, solitamente gentile e ciarliero in sala stampa, questa volta parla malvolentieri del match. «Abbiamo ancora qualche problema di gioco, non abbiamo segnato i canestri decisivi che gli altri invece hanno fatto, ma nel complesso abbiamo disputato una buona partita». La sua analisi della partita sta tutta qui, in questa lettura laconica e superficiale.
Invitato da un giornalista a spiegare come mai ancora una volta – dopo le partite con Roma e Biella – la Casti gruop abbia subito i pick and roll avversari nei momenti decisivi concedendo miss-match favorevoli, Magnano si è trincerato dietro un secco «sono situazioni di gioco».
L’addio casalingo a questa stagione non è dunque dei più felici, ma forse non può essere che così. Varese rimane fuori dai playoff dopo parecchi anni e chiuderà la stagione poco sopra la zona retrocessione registrando un record negativo di sei sconfitte e zero vittorie contro le tre rivali storiche: Cantù, Milano e Bologna. Ad inizio campionato era difficile prevedere un’ annata così negativa.
La Fortitudo invece festeggia una vittoria sofferta, viziata da qualche errore arbitrale ma tutto sommato meritata. Costretta ad inseguire per quasi tutto l’incontro – e non è certo una sua specialità – Bologna ha avuto il merito di non arrendersi mai, ci ha sempre creduto ed ha strappato la vittoria sul filo di lana. «E’ stata dura – afferma coach Jasmin Repesa – sotto di 9 punti a 5’ dal termine ho avuto paura, ma alla fine la nostra voglia di chiudere la stagione regolare al secondo posto ci ha dato la forza di reagire». Stuzzicato in sala stampa, l’allenatore croato è tornato anche sul caso Pozzecco, messo fuori rosa per motivi disciplinari: «Mi spiace per questa situazione, lui è come un figlio per me, ma ho preso delle decisioni e non torno indietro».
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