Pesaro vince la sfida delle deluse
Scavolini-CastiGroup 99-83. Un break nel finale del secondo quarto condanna Varese. Magnano: "Ripartire da De Pol"
La Scavolini Pesaro supera Varese nell’ultimo turno del campionato di serie A con il punteggio di 99-83. Match per la verità catalogabile come “balneare” tra due squadre che non hanno più nulla da chiedere al campionato, se non una chiusura dignitosa. All’interno del BPA Palas c’è aria di contestazione, con larghi vuoti sulle enormi tribune del “palasport-astronave” che guarda caso si trova in viale Gagarin.
Varese si presenta sul parquet marchigiano priva del solo Callahan, seduto in borghese dietro la panchina. Il quintetto è formato da Becirovic, Farabello, Digbeu, Nolan e Ffriend. L’inizio mette i brividi: Pesaro è subito avanti 7-1 quando entra un nutrito gruppo di supporters varesini. A loro il merito di risvegliare un ambiente del tutto silenzioso ed irreale per una partita di basket. La Scavolini tiene la testa avanti con una certa sicurezza grazie ad una serie di buone giocate dei propri lunghi (Ress 9 punti). L’ingresso di Allegretti è subito bagnato da tre triple dell’ala che riduce lo svantaggio in modo prepotente (26-24 al 10’).
Ad Allegretti risponde Mottola con due canestri che allontanano la Casti Group. Ffriend si accomoda in panca con due falli e viene rimpiazzato da Bowdler, però è Becirovic a mettere la tripla del –2. Bowdler pareggia nel momento in cui Crespi fa alzare dalla panchina Silvio Gigena, capitano accantonato dal coach di Busto: il pubblico è tutto dalla parte del giocatore, difeso a spada tratta nella querelle tra i due. Varese ha in mano un paio di palloni per il primo sorpasso, ma Smith e soprattutto Penn (7 punti in fila) confezionano un break pesante per Pesaro: 52-41. Crespi tra i fischi toglie proprio Penn sul finire del periodo che si chiude sul 55-44.
Le difese “allegre” viste nella prima metà di gara rimangono tali ad inizio del terzo periodo: a patirne però è Varese che perde un mucchio di palloni (uno al minuto in questo frangente, 25 alla fine). Smith e Digbeu colpiscono da fuori, Ffriend schiaccia di potenza, Penn infila dai 4 metri: una vitalità offensiva che fa lievitare il punteggio senza alterare le distanze tra le due contendenti (67-55 al 24’). Becirovic ed Allegretti vivacizzano la serata con un contropiede spettacolare (assist del play che lancia la sfera sul tabellone per la schiacciata in rimorchio). Digbeu, che stasera difende anche sui playmaker, si vede affibiare un fallo tecnico da un arbitro troppo permaloso. Due viaggi in lunetta senza punti di Ffriend permettono alla Scavolini di allungare ancora il divario dopo che i lombardi erano tornati sotto di dieci: al 30’ è 84-67.
Il tempo conclusivo non regala né grandi notizie né spunti tecnici interessanti ad esclusione dell’ingresso del giovane Lovatti, un figlio d’arte che due anni fa incantò la platea del “Garbosi”. Varese dà vita ad un tiro a segno a bassa percentuale nel tentativo di riportarsi ad una distanza più ragionevole. L’unico a mettere una bomba è però De Pol dopo una serie di errori targati Farabello, Bowdler e Bolzonella. Dopo un po’ anche Bowdler riesce nell’intento e Varese si riporta a –10, 93-83. Un cesto di Ress ed un contropiede di Penn chiudono ogni discorso quando sul tabellone ci sono ancora 2’ da giocare: la stagione tribolata della Casti finisce quindi senza gloria lontano da Masnago. Niente di nuovo dunque. Ora al lavoro: per l’anno nuovo c’è molto da fare e la prima indicazione arriva proprio da Magnano. "Un nome da cui ripartire? Sandro De Pol".
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