Tutto il “malessere” di Ruben Magnano
L'allenatore argentino furioso per i due contropiedi sprecati che sono costati la partita alla sua squadra. L'Olimpia invece fa sogni di Eurolega
Crudele, il basket. Giochi bene per tutta la partita, tenendo testa ad una squadra molto più forte, poi basta neanche un minuto di sbandamento e mandi tutto all’aria. E’ quello che è successo ieri sera alla Casti Goup. Sempre appaiata all’Olimpia Milano, addirittura qualche lunghezza avanti in dirittura d’arrivo, Varese butta via la partita per un paio di errori clamorosi uno in fila all’altro. Due contropiedi sprecati sul 66-65, due occasioni gettate al vento da Ffriend – la seconda con la complicità di Digbeu – che avrebbero tagliato le gambe a Milano.
Non a caso nel dopopartita Ruben Magnano, di solito prodigo di spiegazioni tecnico-tattiche, parla solo di questi episodi. «In tutti gli sport ci vuole almeno un po’ di intelligenza – afferma il coach argentino – soprattutto nei minuti decisivi. Abbiamo perso le ultime due partite allo stesso modo, così non va». La delusione è grande e ben visibile sul volto di Magnano, per certi aspetti perdere così fa ancora più male che subire una netta sconfitta: nel secondo caso si hanno meno rimpianti. «Ho un grande malessere» afferma infatti a fine partita, nella sua ormai tradizionale parlata italo-spagnola.
Nonostante tutto Magnano, prima di lasciare i microfoni, si lascia comunque scappare una battuta. Invitato da un giornalista a guardare i segnali positivi giunti dal campo, visto che da una sconfitta c’è sempre qualcosa da imparare, l’oro di Atene risponde candido: «Ogni volta è sempre lo stesso discorso, ma dopo un po’ basta: preferisco smettere di imparare e vincere…».
L’Armani Jeans Milano invece ha il morale alle stelle, con la vittoria di ieri sera è sempre più lanciata verso l’Eurolega. «Dopo la vittoria di Livorno – spiega coach Lino Lardo – dovevamo dimostrare di avere la maturità necessaria per gestire il momento positivo. Sapevamo che sarebbe stata una partita dura, abbiamo dato il massimo in difesa e siamo riusciti a spuntarla anche con un attacco poco brillante». Lardo sottolinea poi il valore del gruppo, a suo modo di vedere la vera forza di questa Armani: «Accanto alle stelle come Singleton e McCullough ci sono giocatori come Maravic e Alberti, meno appariscenti, ma che fanno un lavoro oscuro di fondamentale importanza. La nostra forza sta nel collettivo».
L’Olimpia dunque fa festa, sognando l’Europa nobile. Per la Pallacanestro Varese si profila invece un finale di stagione da lacrime-sudore-sangue, per salvare il salvabile.
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