Varese per l’oncologia compie un anno

Seicento iscritti in 12 mesi di attività. Risultato: nuovi macchinari e infermieri per l’assistenza dei malati. Rotasperti: «Soddisfatto, un modello da imitare»

«Le notizie sono tre. Primo, i nostri 600 iscritti in un anno. Poi un modernissimo macchinario in grado di permettere il trapianto di cellule staminali. Terzo, una convenzione che abbiamo firmato con una cooperativa di infermieri professionali per garantire, a seconda delle esigenze, l’assistenza a chi subisce un trapianto». Non fa giri di parole – anche se ne è capace, vista la sua professione – Gianni Spartà, penna di punta del giornalismo varesino, che nella mattina di sabato ha indossato le vesti di Presidente dell’associazione “Varese per l’oncologia”.

Un appuntamento – l’assemblea ordinaria – anche per tirare le somme da un anno a questa parte, quando l’associazione venne fondata e che di mese in mese ha toccato risultati del tutto soddisfacenti per gli obiettivi che si pone: lo studio e la cura dei tumori.
In tutto i soci che hanno sostenuto questo fine sono stati oltre 600, «e questo – ha commentato Sopartà nella sala congressi di Villa Recalcati, piena per l’occasione – è già un risultato importante».
Ma certamente sono altre le tappe che nella pratica, renderanno possibile un passo avanti nella lotta contro i tumori. Sfruttando una donazione dell’Ail, l’Associazione per la lotta alle leucemie, sono state acquistate strumentazioni all’avanguardia tali da permettere, al reparto di ematologia dell’ospedale di Circolo di Varese, i trapianti di cellule staminali. «Ciò che a Varese era impossibile un anno fa ora è possibile. Ne siamo fieri, è ovvio, ma sappiamo che è il primo passo, dovuto da tempo in un ospedale di grandi tradizioni come il nostro – ha commentato Spartà».

Un punto a favore dell’assistenza ai malati, specialmente in un periodo in cui l’organico di infermieri piange, è una convenzione accesa tra l’associazione e una agenzia di infermieri professionali, la “Calzoni e Associati” che permetterà l’impiego di personale qualificato a seconda delle esigenze di reparto per la cura del malato oncologico nella struttura pubblica. Un risultato che non solo si è reso possibile grazie all’autorizzazione da parete della direzione dell’Azienda ospedaliera, ma che è stata colta dallo stesso Rotasperti (direttore dell’Azienda ospedaliera di Circolo) in modo del tutto «positivo». Ma c’è di più. Il direttore non esclude che la stessa formula battezzata da Varese per l’Onocologia venga «applicata anche in altri reparti».

Il numero di infermieri professionali emessi a disposizione non è fisso. Si tratta di un vero e proprio impiego a “gettone” ossia secondo le esigenze di reparto, rispettando criteri di flessibilità.

«Abbiamo bisogno di volontari – ha concluso Gianni Spartà – e se qualcuno ci vuole aiutare lo faccia andando oltre il rinnovo della tessera: di lavoro ce n’è per tutti e posso assicurarvi che l’esperienza ha un ritorno in termini di gratificazione personale e di impatto sociale».

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Pubblicato il 16 Aprile 2005
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