«Andare a scuola di arabo? E’ come tornare in prima elementare»
Pagine e pagine di "letterine" da imparare: ecco la testimonianza di Valeria, studentesse universitaria che ha scelto una lingua "alternativa"
Da quando ho iniziato a studiare arabo, grazie a un corso organizzato a Busto Arsizio in collaborazione fra l’Istituto Tecnico Commerciale Tosi e l’Amministrazione Comunale, non ho ancora saputo trovare una risposta convincente di fronte alle facce un po’ perplesse di chi mi chiedeva: “perché proprio l’arabo?”.
La mia difficoltà non è stata una scelta dettata da specifiche esigenze scolastiche o lavorative, ma più un diversivo. Arrivata a vent’ anni senza aver mai pensato realmente all’importanza che le lingue hanno, mi sono accorta che possedere solo una conoscenza, nemmeno troppo approfondita, dell’inglese non mi bastava più.
A questo punto, dovevo solo scegliere cosa studiare. La scelta è caduta sulla lingua araba un po’ perché, nel bene o nel male, proprio il ”mondo arabo e musulmano” è diventato uno degli argomenti più gettonati e la conoscenza più approfondita della cultura araba ha interessato anche me. Complici poi alcuni esami sul multiculturalismo, volevo vedere se davvero, come si dice, la lingua di un popolo è la chiave di accesso alla sua cultura.
Molto più semplicemente, infine, mi incuriosiva il fatto che i corsi proponessero accanto all’ inglese, al francese e allo spagnolo, l’arabo, e mi sono detta che se proprio dovevo mettermi a studiare una nuova lingua, tanto valeva fare una scelta radicale.
Per dare un’idea di che cosa sia frequentare un corso di arabo ali primo livello, pensate a una classe di prima elementare o anche a una dell’asilo: un alfabeto completamente nuovo da imparare, “paginette” di lettere da completare, un gruppo di circa 15 persone (molto eterogeneo, con chi come me ha scelto per hobby, chi per lavoro o per scuola, chi perché si è detto:” se i miei colleghi di origine araba vengono qui e, per convivere con noi imparano l’italiano, perché non posso essere io a imparare l’arabo”) che per tre ore alla settimana articolano, con grande divertimento dell’insegnante madrelingua, prima suoni e poi parole il cui significato è per la maggior parte delle volte completamente sconosciuto.
Dopo circa quattro mesi di corso si esce sapendo leggere e scrivere singole parole o frasi molto semplici in arabo. Quantificando, direi che al momento la mia conoscenza della lingua araba sarà al massimo dell’uno per cento, ma spero che il prossimo autunno si ricominci con il secondo livello.
Quindi, a chi mi chiede perché proprio l’arabo, alla fine ho iniziato a rispondere così: “perché è una lingua come un’altra. Mi faresti questa domanda anche se avessi scelto lo spagnolo?…o il cinese?”.
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