Arcisate-Stabio, «l’impegno ticinese conferma la volontà di costruire la linea»
Il vicepresidente della Provincia Giorgio De Wolf, commenta la presa di posizione del governo ticinese sulla tratta ferroviaria
La notizia della richiesta da parte del Consiglio di Stato ticinese al Gran Consiglio di approvare una linea di credito di 2,5 milioni di franchi da destinare alla progettazione definitiva della Arcisate-Stabio è stata accolta positivamente dalla Provincia di Varese.
«Sono soddisfatto – ha commentato il vicepresidente della Provincia di Varese Giorgio De Wolf – perché in primo luogo il Ticino dimostra attenzione e interesse verso un collegamento che non è solo il raccordo fra la Svizzera e Malpensa. E’ la via più breve per mettere in comunicazione fra loro Varese, Lugano e Como, cioè tre poli d’attrazione della Regio Insubrica».
La decisione di Bellinzona spazza via in effetti almeno una parte dei dubbi sulla reale volontà svizzera di dar corso al programma concordato con l’Italia per la realizzazione della linea ferroviaria. «Non avevo mai dubitato della volontà del Governo ticinese di proseguire in quello che noi consideriamo, esattamente come i ticinesi, un progetto strategico» aggiunge De Wolf. «Ecco perché la mossa del governo ticinese è, a mio avviso, anche un chiaro segnale della precisa volontà di andare avanti. La Provincia di Varese non può che essere vicina e sostenere la strada intrapresa dai nostri colleghi d’oltrefrontiera, nel momento in cui la Regione Lombardia considera l’opera strategica e il nostro Comitato interministeriale per la programmazione economica ha già dato un primo, importante sì alla realizzazione dell’opera».
Certo, anche se il Parlamento ticinese finanzierà la linea di credito richiesta dal governo cantonale, questo non significa che il percorso della Arcisate-Stabio sarà tutto in discesa. Se si collocheranno quei cinque chilometri di binari a cavallo del confine di Gaggiolo lo si saprà solo nell’autunno dell’anno prossimo quando la “Convenzione sulle prestazioni” – chi fa che cosa e chi paga – fra Confederazione elvetica e Ferrovie federali finirà sui banchi del Parlamento nazionale svizzero per la discussione e l’approvazione.
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