“Il libro mi ricorda le interviste in ginocchio”
Alberto Ballarin torna sulla vicenda che coinvolge anche sua figlia criticando il libro di Offeddu e Sansa
Ho ricevuto una strana impressione, leggendo "I ragazzi di Satana" di Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa, esperti e noti cronisti di "nera"e, da collega che non conosce invidie, riconosco che il lavoro, in sé, è ottimo. L’impressione strana deriva dal fatto che mi è parso ad un tratto di scorrere uno screenplay di " X files " perché invece di risolvere gli interrogativi, te li moltiplica. E l’ultima delle 300 pagine, addirittura, si chiude con una frase col punto interrogativo.
Siamo al massimo.
I due autori hanno pescato a piene mani negli atti ufficiali del processo a quelli che per me sono e rimarranno i "Satanisti della Mutua", ma la successione dei fatti e la loro esposizione risentono in maniera palese dei desiderata del duo Masini-Pizzi, con alcune inesattezze così macroscopiche da indurmi a credere che siano state suggerite, in barba a quanto contengono i verbali. Ad esempio, il capitolo "L’ultima notte di Mariangela" (pag.106) dice che il telefono suona in casa Pezzotta alle nove di sera, che Mariangela risponde, è sconvolta, ma decide di uscire e la madre non riesce ad impedirlo. Quali "nove di sera", please? Sono le 23,30. E, dato che ci siamo nella ricostruzione, perché omettere che Mariangela è stata nella casa di Golasecca Pineta dove il drogato "pappone" a nome Volpe trascorreva nell’ozio e vizio le sue giornate, (Elisabetta lavorava alla Malpensa) anche il giorno di Natale? Già, Elisabetta era coi nonni e la mamma a Milano, il giorno di Natale e Mariangela invece era nello chalet, col suo ex fidanzato e prossimo assassino. Per fargli compagnia?
Quello che accadde nello chalet la notte del delitto, stando al libro, è molto più fantasioso che veritiero (riferiscono anche i dialoghi…), ma rappresenta per filo e per segno quella che possiamo definire la "teoria accusatoria" di Masini e Pizzi, che Offeddu e Sansa fanno loro in toto.
Chissà perché, mi sono venute in mente le "interviste in ginocchio" di Gianni Minà quando faceva lunghissime vacanze a Cuba a spese della Rai.
La fantasia dei due autori si scatena sulle ispirazioni della Procura, vaneggiano persino che Elisabetta usi le sue mani per strangolare la Pezzotta, si inventano di tatuaggi su Elisabetta che invece non ne ha mai fatti, così come anticipano la telefonata delle 23,30 alle 21. Cui prodest? A che gioco giochiamo, ragazzi, sulla pelle di mia figlia?? Va bene assecondare la Procura, vi capisco, ma siete voi che firmate, presentando mia figlia in maniera completamente falsa, descrivendo come avvenimenti quelle che sono ipotesi, già stroncate da un Giudice.
Vi incontrerò, prima o poi, mi farete un favore spiegandomi il perché,di alcune vostre falsità e dell’incensamento alla Procura. Questi meravigliosi Masini-Pizzi che voi descrivete, debbono avere promesso la luna al reo confesso perché incastrasse gli altri psicopatici, suoi degni compari: hanno però costruito una setta satanica che annega nel ridicolo, un’associazione a delinquere che si è dissolta al sole, e dopo essersi scandalizzati, inorriditi, sconvolti, hanno chiesto…solo vent’anni, per chi ha commesso tali efferati delitti.
Un Giudice "con le palle", ne ha comminati trenta, non potendo dargli l’ergastolo dopo l’arruolamento del Volpe tra i "collaboratori di giustizia"che è la perla di questa indagine. Cosa ne pensi mia figlia Elisabetta, di quello che scrivono di lei, non so. E’ maggiorenne, adesso. Penso diventerà ricca, facendo causa a tutti coloro che hanno scritto falsità su di lei.
Senza offesa, Offeddu e Sansa, voi siete "la voce della Procura", nessuno vi tocca. Il libro è godibile,da leggere, spero ne vendiate tante copie. In 25 anni che percorro la parte di bosco tra Golasecca e Coarezza, correndo ogni sera coi cani, spesso anche di notte, non m’è mai capitato di assistere a tutti quei fenomeni satanici o para, che voi, in poche settimane, avete censito : farò maggiore attenzione. Ed anche nei bar, dove regolarmente prendevo il caffè, questa marea di "presenze sataniche" non m’è stata rivelata.
Mi meraviglia,invece, che nessuno vi abbia raccontato niente di un certo Maggiullo, morto per overdose tre anni e passa fa, visto vivo con Volpe l’ultima volta. Sono indagini che abbiamo fatto io e due colleghi, interrogando decine di impiegati ed ex impiegati de "Il Gigante", che sapevano come Maggiullo si "facesse" di coca e solo coca. Guarda caso, al primo buco c’è rimasto, ma il caso è stato "rimosso", non esiste più nessuna cartella a quel nome. Come per " X files ", il mistero aumenta. Se volete la documentazione, per la seconda edizione del vostro libro, ve la offro di buon grado, gratuitamente. Sempre che la Procura gradisca,ovviamente, perché il Volpe non ne esce bene.
Un ultimo consiglio a tutti, comprate questo libro e tenetevelo accanto, quando ci sarà il processo: vi sarà più facile capire se c’è tanta verità o tanta "teoria accusatoria" contro parecchi che, nelle fantasie, se condannati "alleggerirebbero" la posizione del Volpe., perno della Procura. E che ne è successo, dell’accusa di "favoreggiamento" contro il padre del Volpe? Qui, soprattutto, sta l’errore. I Giudici "con le palle" se ne infischiano, delle promesse fatte dai Procuratori ai pentiti e condannano in base alle prove, non alle delazioni fantasiose. E non è finita.
Alberto Ballarin – fine –
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Superati i 3 milioni di presenze: turismo in crescita nel Varesotto e Varese Welcome lancia nuove idee
Felice su Malpensa e Superstrada blindate per le Olimpiadi: scatta la chiusura della 336
fratetoc su Malpensa e Superstrada blindate per le Olimpiadi: scatta la chiusura della 336
Andrea Camurani su Forti rallentamenti per neve, la situazione sulle strade in provincia di Varese
Bustocco-71 su Forti rallentamenti per neve, la situazione sulle strade in provincia di Varese
PaoloFilterfree su “Ho sfiorato il cielo”: Paolo De Chiesa racconta la sua vita dalle vittorie sugli sci al colpo di pistola al volto






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.