Tempi e modi del cambiamento? Ai libri l’ardua sentenza
La fumata bianca arriva da Torino. Dibattiti e le presentazioni “colte” hanno registrato un successo di pubblico superiore alle aspettative. I grandi numeri hanno iniziato a premiare anche chi scrive saggi e non solo gli autori comici
Il Festival internazionale del Libro di Torino ha avuto grande successo. Niente di sconvolgente in ciò, era tutto ampiamente previsto; anche le piccole polemiche di contorno fanno parte del menù e non hanno rappresentato un particolare elemento di novità.
Quello che invece ci ha molto incuriositi è un fatto segnalato da diversi cronisti e che, questo sì, è indizio di un mutamento in corso. Per la prima volta i dibattiti e le presentazioni “colte” hanno registrato un successo di pubblico superiore alle aspettative. I grandi numeri hanno iniziato a premiare anche chi scrive saggi e non solo gli autori comici.
Si tratta di un mutamento interessante che, se letto insieme ad altri “elementi di novità” che hanno attraversato la società italiana negli ultimi tempi, non deve ancora indurci a trionfalismi su un “ritorno alla ragione” ma insomma… D’altra parte si è iniziato molto in alto a parlare di TV spazzatura e si è continuato con il cinema (a chi segue la nostra newsletter dedicata al cinema non sarà sfuggito l’interessante proliferare di film storici e di approfondimento, ne abbiamo parlato); sembra ora che tocchi alla letteratura. Ma in questo caso, ed è qui l’elemento di novità, la spinta al cambiamento viene dal basso, dai lettori e non dai critici, non è governata dagli uffici stampa o dagli addetti al marketing oppure, peggio ancora, dalle “madamasse” (a Torino si chiamano così quelle attempate e sfarfalleggianti signore che, incuranti degli oltraggi del tempo e degli oltraggi che rivolgono della grammatica italiana, si occupano di Pubbliche Relazioni, decadenti esemplari del bel tempo che fu).
Siamo stati noi, comuni mortali, a segnalare il cambiamento e, per farlo, abbiamo scelto lo strumento più democratico e tradizionale, il libro. “Il vento sta cambiando”, segnalava un cronista a proposito di questi episodi, a noi amanti della carta di continuare a soffiare nelle vele del mutamento.
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