“Varese non è una provincia tranquilla”
Eduardo Russo, comandante provinciale dei carabinieri, a meno di due anni dal suo arrivo, lascia Varese. Destinazione Brindisi
«Questa provincia me la ricordavo tranquilla e pacata. Mi sono dovuto ricredere». Con questo giudizio il colonnello Eduardo Russo, 45 anni, comandante dei carabinieri, si congeda da Varese a quasi due anni dal suo insediamento al comando di via Aurelio Saffi. Il ricordo di una provincia pacata, nella memoria del giovane ufficiale che nel 1982, ad inizio carriera, aveva prestato servizio per qualche mese a Busto Arsizio, è dunque decisamente cambiato. Dal caso delle bestie di satana ad una sequenza impressionante di omicidi "in famiglia", dalle rapine in villa al narcotraffico via Malpensa, una serie di delitti che ha portato la provincia di Varese al centro delle cronache nazionali. «Questo è un territorio complesso. È al confine con la Svizzera ed è vicino ad un hub aeroportuale europeo, una porta sul mondo che genera risorse ma anche problemi. Varese è una provincia ricca e dove c’è la ricchezza ci sono interessi criminali. Inoltre questo è un territorio di immigrazione e qui oltre alla brava gente che lavora, arrivano anche malviventi. Un fenomeno da non sottovalutare perché si tratta di una criminalità nuova e aggressiva».
Russo nella sua permanenza varesina ha ricevuto una "stella", ovvero una promozione, che lui dice «inaspettata».
Poteva fermarsi un altro anno, ma ha preferito cambiare. Una decisione che lo porterà all’estremo opposto della Penisola, a Brindisi. Una destinazione che ha delle forti analogie con Varese: una terra di confine e un’inchiesta delicata nei ranghi dell’Arma, come quando il comandante Russo arrivò nella Città Giardino. Allora la Benemerita varesina si preparava ad una bufera perché di lì a poco alcuni carabinieri sarebbero finiti in manette. Una situazione simile a quella che si è verificata nel capoluogo pugliese nel gennaio di quest’anno, con l’arresto di otto carabinieri, tra cui due ufficiali. Eduardo Russo moralizzatore dell’arma? Il colonnello sorride e scuote la testa. «Io sono un irrequieto non posso stare troppo tempo in un posto, perché sono stato abituato fin da giovane a girare (è figlio d’arte ndr), Verona, Trento, Napoli. Però quando sono arrivato a Varese, alla luce di quello che stava succedendo, pensavo di trovare una situazione peggiore. Invece qui ho trovato colleghi preparati, gente in gamba e capace. Insomma una situazione sana, altrimenti non avremmo potuto lavorare ad inchieste così grosse».
Il nuovo comandante provinciale, il colonnello Criscuolo, arriverà a luglio dal comando di Milano.
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