I varesini dimenticati che fecero rinascere Milano
Il libro del giornalista Vieri Poggiali ricostruisce la storia di Antonio Ghiringhelli che fu commissario alla ricostruzione del Teatro della Scala
Milano 1945, la Città rinasce
"alcuni milioni di metri cubi di macerie.
Millequattrocento edifici per abitazione distrutti.
Undicimila danneggiati.
Trentacinque edifici scolastici gravemente danneggiati.
Tredici padiglioni d’ospedali distrutti.
Più di quattrocentocinquanta vetture tranviarie distrutte.
Centinaia di migliaia di metri quadri di pavimentazione
stradale gravemente danneggiati. Insomma: tutto da rifare"
Antonio Greppi
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Il 27 aprile del 1945 a Milano si insedia una Giunta Comunale, guidata dal nuovo sindaco, il socialista Antonio Greppi. Da due giorni la città è libera, non sono ancora del tutto cessati i combattimenti contro i nazifascisti, ma la città, su forte impulso del Comando alleato, si dota di una guida politica.
Antonio Greppi resterà sindaco sino al 1951 e, nel corso di quegli anni, guiderà la prima grande fase della ricostruzione cittadina; egli è un avvocato, nato ad Angera (Va) nel 1894, è socialista, ha svolto un ruolo attivo nella guerra di liberazione ed ha visto il proprio figlio ventiquattrenne, Mario, cadere nel centro di Milano colpito dal piombo dei Repubblichini di Salò il 23 agosto del 1944.
Oltre a ciò, ed è forse per noi questo l’aspetto più rilevante, Antonio Greppi è un uomo di teatro, commediografo autore di diverse opere di buon successo, rappresentate sin dagli anni ’20 anche da compagnie primarie.
Dopo i quattro bombardamenti notturni – 8, 13, 15 e 16 agosto 1943 – eseguiti a scopo terroristico dal Bomb Command britannico, Milano è irriconoscibile.
Vuole accanto a sé un giovane imprenditore di successo, Antonio Ghiringhelli di Brunello (un altro Varesotto) e lo nomina, già nel Maggio 1945, Commissario Straordinario per il Teatro alla Scala. Ghiringhelli ha conosciuto a soli 16 anni, quasi per caso, l’avvocato Antonio Greppi di Angera: su un treno delle Ferrovie Nord, complici un libro di Tolstoj e la comune militanza socialista. Una grande amicizia, un sodalizio decisivo per la Milano del dopoguerra.
Poche settimane dopo la nomina cominciano i lavori di ricostruzione la cui responsabilità è affidata a Luigi Lorenzo Secchi (1899-1993), già autore di numerose e importanti modifiche all’interno del teatro: nel 1933 ha realizzato le "scale degli specchi" tra l’atrio della platea e il ridotto dei palchi, nel 1935 il nuovo ridotto dei palchi e nel 1937 il palcoscenico a ponti e pannelli mobili.
A fine Aprile del 1946 la Scala è pronta per la prima manifestazione. A fine mese Arturo Toscanini, ritornato in Italia dopo un lungo esilio negli Usa, inizia le prove per il concerto inaugurale "della ricostruita sala del teatro". La sera dell’11 maggio Toscanini sceglie un programma completamente italiano: Puccini, Rossini, Verdi e Boito. Il Teatro alla Scala ritorna alla vita.
Questo ed altro è mirabilmente raccontato dal giornalista Vieri Poggiali nel suo libro "Antonio Ghiringhelli – Una vita per la Scala" – QuattroVenti editore; la storia affascinante di un uomo e del più importante teatro d’Opera Italiano, una storia d’amore durata 27 anni.
Affascinante per i varesini che, senza saperlo, hanno avuto due figure di enorme rilievo tra i propri conterranei ed affascinante per chi volesse approfondire le dinamiche della relazione tra cultura e politica. Nella storia di Antonio Ghiringhelli sta scritto tutto ed ogni volta che sentirete un politico straparlare di cultura, economia della cultura, cultura elitaria ed altre castronerie simili, tornate a leggere questo volume, potrete guardare ai fatti di oggi con occhi ripuliti dallle impurità dell’ignoranza.
Ad Antonio Ghiringhelli la nostra città non ha intitolato nulla, ma forse è meglio così, se ne sarebbe probabilmente risentito.
Il libro merita una lettura. Se vi commuoverete nel farlo non provate vergogna, se vi indignerete non provate stupore. È dunque ad un uomo di cultura, ma anche politico di spessore ed esperienza, che tocca l’oneroso compito di rivitalizzare Milano e Greppi, da par suo, decide di dare ampio privilegio ai simboli della cultura.
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"Antonio Ghiringhelli una vita per la Scala"
Poggiali Vieri
Edizioni QuattroVenti
Quaderni per la memoria. Collana diretta da Emilio Pozzi
Euro 24,00
2004
pp. 320
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