Operai ed impiegati Whirlpool solidali nella protesta

La vertenza tra azienda e sindacati rischia di saltare. Preoccupa soprattutto l'incertezza per il futuro

Tute blu e colletti bianchi uniti nella lotta. Questa mattina operai ed impiegati della Whirlpool hanno manifestato insieme a Comerio, davanti alla sede europea della multinazionale americana.

Un corteo di lavoratori arrivati in pullman dagli stabilimenti di Cassinetta è partito da Gavirate ed è arrivato agli uffici di Comerio, dove ad attendere gli operai c’era un nutrito gruppo di impiegati. «Siamo stati fuori tutti, erano anni che non c’era una mobilitazione del genere qui agli uffici» afferma Marina, una delegata sindacale. La crisi è talmente profonda che colpisce anche gli impiegati, per anni considerati – a torto o a ragione – una sorta di casta privilegia, immune agli sconvolgimenti industriali. Oggi però le cose sono diverse. «Noi passiamo in secondo piano – continua Marina  – perché veniamo colpiti in numero minore rispetto agli stabilimenti, ma a Comerio sono comunque a rischio 73 posti di lavoro».

Anche i colletti bianchi devono fare i conti con la globalizzazione ed i danni che inevitabilmente si porta appresso, costatando amaramente che non esistono più le specie protette. Qualcuno prova a fare buon viso a cattivo gioco – «se il mondo in questa direzione è giusto adattarsi» afferma un impiegato in jeans e camicia, nascosto dietro un paio di occhiali da sole scuri – ma la maggior parte schiuma di rabbia: «Dov’è il Governo, dov’è lo Stato? A livello politico nessuno si decide ad affrontare seriamente il problema delle delocalizzazioni» sbotta un altro delegato sindacale.

La trattativa è appesa ad un filo, azienda e sindacati devono trovare un’intesa sul numero dei licenziamenti e sui volumi di produzione. La direzione Whirlpool è già scesa da 783 a 600 lavoratori da mettere in mobilità, aumentando leggermente i volumi, ma per i lavoratori non si tratta di misure sufficienti. «Non è solo una questione di esuberi – afferma Rinaldo Franzetti della Cisl – vogliamo garanzie per chi rimane».

La paura e l’incertezza per il futuro in effetti è il sentimento dominante un po’ in tutti. Angelo, da 38 anni in Whirlpool, si chiede cosa succederà una volta risolta questa crisi: «Io tra poco vado in pensione ma chi rimane qui cosa fa, affronta una situazione del genere ogni 2-3 anni?». Secondo Cosimo Sorrenti, in reparto cucine da più di vent’anni, è venuto meno il rapporto di fiducia tra azienda e lavoratori: «Sono stato tanto tempo a sevizio della Whirlpool, loro chiedevano ed io facevo, ma ora è diverso. Noi chiediamo solo di poter andare avanti a lavorare, mentre non si capisce cosa l’azienda voglia da noi…».

Oggi è anche la giornata di sciopero di tutti i lavoratori metalmeccanici, in corteo con gli operai Whirlpool ci sono anche delegati sindacali di altre grandi fabbriche del territorio. Angelo Trapella, dell’Agusta, è venuto a portare la solidarietà della ditta di Vergiate, ma non nasconde una certa amarezza per la manifestazione di oggi: «Vedo solo persone di una certa età, mancano i giovani».

Lo stesso concetto viene espresso anche da Angelo Motta, lavoratore prossimo alla pensione in rotta coi sindacati.: «Non sanno parlare alle nuove generazioni». Barba bianca da uomo vissuto che ne ha viste passare molte, Angelo manifesta solitario con una bandiera della pace in mano: «Lettere di licenziamento da parte delle multinazionali e bombe sui civili da parte degli imperialisti, due facce della stessa medaglia».

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Pubblicato il 10 Giugno 2005
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