“Porto in scena i perdenti raccontati da Soriano”

Venerdì 10 e sabato 11 giugno all'Undicesimo di via de Cristoforis a Varese sarà in scena Fernando Santiago, con lo spettacolo "Filo rosso – Viaggio nel mondo di Osvaldo Soriano"

Il teatro, il calcio, i racconti della gente argentina, con tutti i suoi problemi e tutta la sua malinconica allegria. Nessuno come Osvaldo Soriano a saputo rappresentare l’anima della gente della terra dei gauchos, in tutto il suo complesso modo d’essere. Lo scrittore argentino ha combattuto con il regime dei colonnelli, è scappato a Parigi nel 1974 perchè in patria gli avevano letteralmente tappato la bocca, o meglio, la penna. Nel 1984 è tornato a Buenos Aires, ha pubblicato i suoi libri ed ha raggiunto la notorietà in Sudamerica e in tutto il mondo. Tra le sue opere maggiori Triste, solitario y final del 1973,  Artistas, locos y criminales del 1984, Una sombra ya pronto serás del 1990, El ojo de la patria del 1992, Cuentos de los años felices del 1993.

Filo rosso – Viaggio nel mondo di Osvaldo Soriano” porterà a Varese, all’Undicesimo di via de Cristoforis 5, nelle serate di venerdì 10 e sabato 11 giugno, con inizio alle 21.30, uno spaccato della vita e dei personaggi dell’autore argentino. Sul palcoscenico, come sempre da solo, Fernando Santiago. L’attore di Bahia Blanca, già protagonista dello spettacolo “L’ospite”, presenta così la pièce teatrale, che avrà la regia di ben cinque registi, due argentini in Italia da anni, Gustavo Gallejos e Norberto Presta, e tre italiani, i Manicomics Teatro e Patrizia Marcheselli: «È uno spettacolo in rodaggio, la prima ufficiale sarà al Teatro verdi di Milano il 22 giugno. Porto in scena pezzi di vita dei personaggi di Osvaldo Soriano, raccontata con vari punti di vista da vari registi, come la poetica dell’autore argentino suggerisce. La storia non ha un inizio o una fine, è una tela tessuta seguendo la trama del filo rosso che dà il titolo alla pièce, i personaggi sono legati l’uno all’altro in una complessa tessitura».

La scrittura originale della rappresentazione è di un autore argentino, Osvaldo Mario Costiglia. Sul palcoscenico il solo Santiago, con la scenografia “povera”, luci e suoni a fare l’atmosfera, il calcio come sfondo di ogni storia: «La cosa che più mi piace di Soriano – spiega l’attore – è che porta in scena i perdenti. Credo che un po’ tutti siamo perdenti, anche chi si crede vincente. La recitazione si chiude con la storia di un grande perdente, Diego Armando Maradona. C’è una frase di Soriano che mi ha colpito in maniera particolare: “I perdenti sono sempre più interessanti dei vincenti. Ai vincenti non gli si crede. In generale sono pieni di sè e mentono, per questo i perdenti risultano sempre più interessanti, più umani. I perdenti ancora non sanno come vincere, provano, fanno un intento e falliscono, riprovano e di nuovo falliscono. E restano fedeli a se stessi in questa lotta”. Credo che in queste parole sia spiegato tutto Soriano, io cerco di recitare ogni personaggio portando un po’ di me con l’espressione del corpo, rappresentando ognuno con un oggetto simbolo. Il mio è un tentativo di rappresentare gli argentini come li ha descritti Soriano, di dare una pennellata che porti chi non lo conosce ad andare a leggerlo e ricordare a chi lo ha letto i colori dell’anima del grande autore argentino».

Il biglietto per lo spettacolo costerà 7 euro. Per chi volesse, c’è la possibilità di cenare “argentino” a partire dalle 19.30. La prenotazione è obbligatoria. Per informazioni e prenotazioni chiamare il 3387547484 o il  3493281029, oppure alla e-mail zatterateatro@libero.it.

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Pubblicato il 07 Giugno 2005
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