Prealpina latte presenta lo stracchino made in Varese
Specchiarelli: «Ora pensiamo ad un caseificio»; si apre il dibattito sulla necessità di una moderna struttura produttiva in città
Un altro tassello di sapore locale. Lo ha presentato questa mattina lo "stato maggiore" della Cooperativa Prealpina Latte nelle sale di Villa Recalcati: è lo stracchino "made in Varese" che proprio in questi giorni inizia a far capolino sugli scaffali di molti supermercati. Un prodotto nuovo, la cui nascita fa riflettere sulla necessità di creare un "polo caseario" in provincia, per lanciare una volta per tutte i nostri formaggi. Un progetto ambizioso al quale lo stesso assessore Specchiarelli crede sul serio, tanto da aver già architettato la convocazione di un "tavolo" di confronto tra i soggetti che potrebbero essere interessati: associazioni di categoria, Camera di Commercio, produttori e Comunità montane.
«Lo stracchino – ha spiegato Fabio Binelli, presidente della "Prealpina Latte" – si aggiunge ad una gamma di prodotti che vuole rispondere alle esigenze dei consumatori che richiedono precise garanzie sia verso la qualità delle materie prime utilizzate, sia verso i processi produttivi. Alcune notizie di questi ultimi tempi, passate un po’ troppo sotto silenzio, fanno riflettere sulla scarsa attenzione o addirittura sulle frodi commesse da chi utilizza latte scadente o adulterato per la propria produzione».
La scelta di affiancare lo stracchino, formaggio molle e cremoso, al già rinomato gorgonzola Dop è chiara. Prosegue Binelli: «Questo formaggio è un prodotto di stampo industriale, diverso dal gorgonzola che invece è un Dop e che quindi presenta caratteristiche tutte particolari. Chiaramente però lo stracchino è stato realizzato tenendo ben presenze tutte le scelte di qualità che contraddistinguono i prodotti targati "Latte Varese". Inoltre lo sviluppo di questo progetto ci permette di utilizzare la materia prima per un nuovo canale, in modo da far fronte al leggero calo di mercato del latte fresco, calo per altro comune a tutto il comparto».
Anche Carlo Crosti, direttore commerciale della Cooperativa, si è detto soddisfatto di questa novità sulla tavola dei varesini. «Abbiamo atteso oggi a presentare lo stracchino perché abbiamo definito nei giorni scorsi i contratti con alcuni soggetti della grande distribuzione: Iper Varese e Tigros. In questo modo possiamo ora calcolare con precisione i volumi di produzione necessari. Aggiungo inoltre che anche lo stracchino serve per partecipare alla nostra raccolta punti, un sistema che ci aiuta a dialogare con i nostri clienti e a fidelizzarli al marchio "Latte Varese"».
Il fatto che questo formaggio, realizzato – bisogna ricordarlo – con latte munto esclusivamente nelle stalle del Varesotto, venga però realizzato da un caseifico del lodigiano, ha acceso il dibattito sulla necessità di realizzare una unità produttiva in provincia di Varese. «Credo che sia di importanza vitale costruire un caseificio nella nostra città – ha affermato l’assessore Specchiarelli – in modo da formare un legame ancora più stretto tra allevatori, prodotti e consumatori. Con Crosti e Binelli ne abbiamo già discusso, ora dobbiamo coinvolgere gli altri soggetti interessati: allo stato attuale abbiamo alcuni piccoli caseifici artigianali sul territorio ma ci manca una struttura industriale. Mi rendo conto che questo è un passo importante, ma non per questo intendiamo tirarci indietro».
«Anche perché – hanno aggiunto Crosti e Binelli – uno stabilimento mederno ci permetterebbe di intavolare sinergie di vario tipo che sono già sulla carta ma che per il momento non possiamo realizzare. Ci riferiamo a collaborazioni con altre realtà dell’agroalimentare varesino ma anche all’utilizzo di latte diverso da quello bovino».
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