Quattro Si: un voto per la donna, la cura e la ricerca
A meno di una settimana dal referendum, il Comitato per il Si continua nell’opera di propaganda contro l’astensione
Ieri sera un numeroso pubblico ha seguito a Villa Tovaglieri la conferenza organizzata dal Comitato referendario per il Sì di Busto Arsizio. Coordinato dal dottor Renato Di Michele, medico dell’Associazione Libertà e Giustizia, l’incontro ha ribadito le ragioni di chi voterà Si ai quattro quesiti che verranno proposti a tutti gli italiani, il prossimo 12-13 giugno. Assicurare più possibilità di vita e di nascita, portare in primo piano la centralità del rapporto tra concepito e madre, dare nuove speranze alla cura e alla ricerca, rispettare la pluralità dei valori: questo il significato del voto di chi si recherà alle urne per abrogare l’attuale legge 40 del 2004.
Il dottor Andrea Baglioni, specialista in ostetricia e ginecologia presso il Centro diagnosi e terapia dell’infertilità di coppia, si è così espresso sul delicato tema alla base del referendum : "Noi non siamo contro la vita: anzi, è vero proprio il contrario. Da tanti anni mi occupo di procreazione assistita e per tanti anni, io e i miei colleghi abbiamo chiesto una legge che regolamentasse questa importante questione. Tuttavia, dopo sette anni di discussioni, il risultato a cui si è arrivati, e cioè la legge 40, non ci ha trovati concordi. È una legge che in Parlamento è arrivata "blindata": non è stato ascoltato il parere dei tecnici e degli specialisti e il testo è stato approvato senza sentire il parere di tutte le parti in causa".
A queste parole ha fatto eco l’avvocato Annalisa Carù: "Anche dal punto di vista giuridico, la legge 40 lascia aperti molti interrogativi e sembra poco chiara. In primo luogo, toglie diritti riconosciuti da altri stati europei, specialmente nel campo della fecondazione eterologa; in secondo luogo prevede elevate sanzioni pecuniarie per i medici che pratichino questo tipo di fecondazione: cosa che è invece tollerata, anzi garantita, in altri paesi d’Europa. Il risultato è che molte coppie con problemi di infertilità si rivolgono all’estero, eludendo la legislazione italiana".
"Le conoscenze sull’embrione – ha continuato il dottor Baglioni – sono notevolmente migliorate nel corso degli ultimi anni; purtroppo, la legge che ci proponiamo di abrogare ci ha riportarti indietro nel tempo e ha spento le speranze di molte coppie: per questo, è un diritto dei cittadini quello di esprimere il proprio parere nel prossimo referendum: andare a votare sarà un segno di consapevolezza e civiltà".
Per chi ancora non ha le idee chiare, il Comitato per il Si offrirà un’ulteriore opportunità per saperne di più: venerdì 10 giugno, i volontari allestiranno punti informativi in via Milano, piazza Santa Maria e piazza San Giovanni, nel centro storico di Busto Arsizio. Un’ultima occasione per non farsi trovare impreparati e andare a votare consapevoli dell’importanza di una scelta: per la donna, per l’uomo, per tutti.
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