“Un abbraccio riuscito a metà”

La calura quasi insopportabile ha condizionato la festa intorno al lago di Varese

Alle 17 e 30, orario di inizio della manifestazione "Abbracciamo il lago", la temperatura segna 35 gradi. Un caldo torrido che si abbatte sulla pista ciclabile che costeggia il lago di Varese e sulle persone che la percorrrono.
I ciclisti e i pattinatori sfrecciano alla ricerca di un filo d’aria e puntano dritti verso gli angoli più ombreggiati. Grandi affari per la gelateria della Schiranna, reclamizzata da un maxi cono in plastica posizionato all’inizio della pista, una sorta di miraggio per i temerari che arrivano a piedi da Gavirate e Groppello .
Di gente ce n’è tanta, macchine parcheggiate dappertutto, ma tutti sembrano alla ricerca di un riparo dalla canicola infernale.
Almeno 7 mila le presenze, dicono gli organizzatori, in tutte le maggiori località che si affacciano sul lago di Varese, ma non sufficienti per abbracciarlo completamente.
Mario Carabelli (nella foto in primo piano), presidente della pro loco, nonostante l’abbraccio non sia riuscito come si sperava, si dice soddisfatto. «È riuscito al 50 per cento – dice sorridendo – . Con questo caldo era quasi impossibile richiamare la gente necessaria per l’abbraccio. Io per la prossima edizione proporrò di farlo alle 8 e 30 di mattina, quindi con il fresco, e coinvolgendo tutte le associazioni e sopratutto le scuole. Comunque abbiamo fatto circa 400 salamelle e tutte le attività da Azzate a Gavirate sono andate bene. È una festa che in qualche modo va esportata fuori dalla provincia».

Poco soddisfatti i commercianti che con le loro bancarelle schierate alla Schiranna speravano in una giornata di buoni affari. «Io non ho venduto niente – dice un commerciante di formaggi, il primo all’entrata del mercato- e non recupero nemmeno le spese. C’è stato un grande passare di gente. C’era chi andava in piscina, chi al lago e nessuno comprava. Credo che il caldo abbia condizionato molto».
Contenti per la collocazione all’ombra, ma un po’ delusi dalla mancanza di contatti con la gente anche le associazioni di volontariato: dall’Avis,  associazione italiana donatori di sangue, all’Avo, associazione volontari ospedalieri, da "Varese con te", che fornisce assistenza gratuita ai malati terminali oncologici, all’Admo, associazione donatori midollo osseo, tutte concentrate appena fuori la Schiranna, in direzione Calcinate del Pesce. I volontari del "Telefono amico" di  Varese con fette di anguria fresca e palloncini hanno contribuito a rinfrescare le idee alle famiglie e ai ciclisti annebbiati dal caldo.
«Siamo stati bene perché in buona compagnia – dice Pinuccia Veronesi – e soprattutto all’ombra, ma questa è una pista cilclabile e la gente non si ferma.  Noi partecipiamo con entusiasmo perché l’iniziativa è bella,  però questa non è forse la situazione adatta a noi».
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Pubblicato il 26 Giugno 2005
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