Accam scalda il Consiglio comunale anche a forni spenti

Lunga discussione, nella seduta di ieri sera dell'assemblea civica, sulla vicenda che coinvolge l'inceneritore appena dissequestrato

Anche da spento, l’inceneritore Accam riesce a riscaldare l’atmosfera del Consiglio comunale di Busto Arszio. Nell’aprire la seduta di ieri sera, il Sindaco Luigi Rosa ha comunicato ai consiglieri che nella serata di martedì 12 luglio si terrà a Legnano un incontro informale dei Sindaci dei Comuni soci dell’ex consorzio che gestisce l’impianto di incenerimento rifiuti di Borsano. Oggetto dell’incontro dovrebbero essere le ultime vicende giudiziarie che hanno direttamente interessato Accam e, sperabilmente, il modo di sbloccare lo stallo esistente tra Busto Arsizio e gli altri Comuni soci.

Spenti in assenza del presidente Speroni i sacri furori dell’opposizione per la gazzarra in camicia verde di Strasburgo, Accam si è confermato "piatto forte" della serata. La discussione ha visto alla fine la presentazione di una proposta da parte di Angelo Verga (Progressisti), che ha lanciato l’idea di un Consiglio comunale aperto sulla questione Accam cui prendano parte i consiglieri, il CdA dell’ex consorzio e i cittadini bustesi, comitati inclusi, in modo da sedersi ad un tavolo e discutere con chiarezza le questioni in sospeso. Naturalmente su tutta la vicenda Accam grava anche la questione della denuncia per falso in bilancio presentata dal Comune di Busto Arsizio contro Accam, e che ha portato la settimana scorsa alla consegna di un atto di citazione ai membri del CdA.

Il primo ad attaccare sulla questione Accam, prevenendo la stessa relazione del Sindaco Luigi Rosa, è stato Audio Porfidio, che ha denunciato la situazione assai grave della raccolta della frazione umida, di norma svolta attraverso Accam che poi destinava la raccolta ad impianti di smaltimento esterni, visto che quelli varesini di Ferrera e Gemonio sono chiusi. Rosa ha in sostanza confermato la serietà della situazione, aggiungendo che Agesp ha trovato una destinazione alternativa dell’umido presso l’impianto di compostaggio di Pianiga (Venezia), a 250 chilometri da Busto Arsizio e con gli immaginabili costi di trasporto. Dopo aver ripercorso le note vicende emerse negli ultimi giorni a seguito dell’operazione Grisù condotta dalla Procura di Busto Arsizio e dai Carabinieri, Rosa ha ribadito la necessità di giungere alla firma della convenzione tra il Comune ed Accam SpA, ricordando che vi si prevedeva la possibilità per l’amministrazione di nominare un proprio perito addetto a quei controlli che, ove fossero stati fatti a dovere, non avrebbero consentito di bruciare in Accam rifiuti che non dovevano esservi destinati. Circa la presunta turbativa della gara d’appalto indetta un anno fa da Accam, il primo cittadino ha infine puntualizzato che essa riguardava la gestione di una importante serie di servizi collaterali al lavoro dell’impianto (raccolta e trasporto scorie, lavaggi e pulizie), non dell’inceneritore in sè.

Di vario segno i numerosi interventi dei consiglieri sull’argomento. Per Mario Crespi (Forza Italia) «in questa vicenda tutti si dichiarano vittime, ma dobbiamo pensare, tutti noi, ad una seria autocritica. Tutti dicono "lo avevamo già detto", ma non è vero; soprattutto, sono intollerabili i toni trionfalistici». «Nessun trionfalismo» ha ribattuto Rosa. Il capogruppo dei Progressisti Alberto Grandi ha ricordato che il centrosinistra è contrario alla causa intentata dal sindaco contro l’ex consorzio. «Avete emarginato l’azienda invece di governarla, come doveva fare Busto. Voi della Lega avete fatto di Accam "cosa vostra", distruggendo le competenze tecniche necessarie alla buona conduzione dell’impianto. Poi l’avete denunciata per un bilancio… redatto da un funzionario del nostro Comune! La convenzione va fatta e serve, qui rischiamo che sia Milano a costruirci un inceneritore sotto il naso, a Dairago (che non fa parte dei Comuni soci di Accam, ndr). Paolo Cicero (FI) ha martellato la conduzione dell’impianto: «Cosa ci stavano bruciando la notte dell’incidente del novembre scorso? Secondo le risultanze dell’inchiesta si sono fuse parti in acciaio, che non fondono certo alle normali temperature d’esercizio». Per Rifondazione Comunista Angelo Lofano e Antonello Corrado sono stati chiarissimi: «La nostra linea è: non si fa del business sulla pelle dei cittadini. Gli strani giri intorno all’impianto erano già stati denunciati a suo tempo dall’ex presidente di Accam Tovaglieri. Bisogna cambiare strada; Accam deve diventare un’agenzia ambientale che pensi a ridurre i rifiuti fin dalla loro produzione, non una macchina da soldi che pensa solo a bruciare immondizie. Temiamo però che l’inchiesta finisca in una bolla di sapone».  Dopo la presentazione della proposta di Verga di un consiglio comunale aperto sull’argomento, per la Lega Pier Luigi Anzini ha ribadito che la convenzione va portata aventi «con chiarezza, se necessario levando i paletti che non abbiamo messo noi», ed ha quindi letto una mozione con la quale si invita il Sindaco a vigilare sulla salute dei cittadini, mozione giudicata «uno scaricabarile» dagli esponenti dei Comitati presenti in sala. Al termine degli interventi Rosa si è chiesto come mai l’opposizione, così lesta a chiedere le dimissioni di Speroni da presidente del consiglio comunale, non lo sia stata altrettanto nel chiedere quelle del CdA di Accam. Grandi ha risposto che dopo il voto della bozza di convenzione Rosa, aggrappatosi all’unanimità di quel voto, non ha più fatto votare niente quando l’opposizione si è dichiarata contraria alla denuncia ad Accam per falso in bilancio. «Presenteremo una mozione per far ritirare quella denuncia» ha minacciato Grandi; e l’idea potrebbe trovare consensi anche a destra.

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Pubblicato il 07 Luglio 2005
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