Antenne, la maggioranza innesta la retromarcia

Il regolamento comunale sulle antenne da telefonia mobile argomento clou del Consiglio comunale di ieri sera. Prossimo appuntamento in settembre

L’ultima seduta del Consiglio comunale di Busto Arsizio prima della pausa estiva è stata dominata da una lunga discusssione sul tema delle antenne per la telefonia mobile. Un anno fa veniva approvato dalla sola maggioranza il contestato regolamento comunale in materia, ricalcato sulla normativa regionale. Ora, dopo l’installazione di una potente antenna presso l’asilo nido Poggi di via Risorgimento (quartiere Frati) e la minaccia dei genitori dei piccoli di inviarli presso altre strutture, la situazione si fa complessa, anche perchè l’antenna di via Risorgimento sembrerebbe avere le carte in regola. Infatti, nel regolamento comunale è presente una clausola che limita le disposizioni di sicurezza (aree di particolare tutela per 100 metri intorno a scuole, asili, ospedali e simili) alle sole antenne dai 300 Watt in su di potenza. Manco a dirlo, l’antenna del rione Frati avrebbe una potenza d’emissione di 296 W, mentre la gran parte delle 350 antenne presenti in città lavora a bassa potenza (7 o 12 W). L’opposizione, naturalmente, ha avuto buon gioco nel ricordare per l’ennesima volta di aver avvisato la maggioranza delle carenze del regolamento che un anno fa si volle approvare al grido di "meglio un cattivo regolamento che nessun regolamento". Per l’opposizione il risultato è di fatto: un cattivo regolamento e nessun regolamento. Dal canto loro, maggioranza e Giunta sembrano disposti a fare dei passi indietro, e pronta disponibilità a trattare è stata espressa e ribadita dal neoassessore all’Ambiente Gianni Buzzi.

Quanto al dibattito in Consiglio, le danze si sono aperte con un pesante attacco di Paolo Cicero (Forza Italia) all’amministrazione in relazione alla questione dell’antenna di via Torino, altro problema aperto. Il consigliere degli "azzurri" asserisce di aver dimostrato, documenti alla mano, che l’installazione dell’antenna ha violato il regolamento. Inoltre Cicero lamenta di aver ricevuto risposta ad una sua interrogazione non dall’assessore competente, ma da un dirigente comunale, il quale per giunta ha rimandato al mittente uno dei quesiti dicendogli di rivolgersi all’Ufficio Edilizia…. Tornando invece all’antenna di via Risorgimento, si sono discusse due interrogazioni a firma dei consiglieri Enrico Salomi (UDC) e Audio Porfidio (La Voce della Città) ed una risoluzione, sempre di Porfidio, volta a far acquistare al Comune un rilevatore di campi elettromagnetici. L’assessore Buzzi ha annunciato che il regolamento comunale sulle antenne sarà rivisto; già in settembre sarà convocata a questo proposito la Commissione ambiente e territorio. Da parte sua, Vodafone è disposta a spostare l’antenna, anche se la cosa non sarà facile. Valerio Mariani (Margherita) ha inchiodato il centrodestra alle sue responsabilità, in particolare attaccando il "cavillo" del limite dei 300 W al di sotto del quale vige, in pratica, la legge della giungla per quanto attiene alle installazioni. Pierluigi Anzini (Lega Nord) ha ricordato che gli effetti delle onde decrescono secondo il quadrato della distanza, e che per giunta la potenza effettiva delle emissioni è sempre lievemente inferiore a quella dichiarata. "Il problema è effettuare controlli ripetuti, e intervenire in caso emergano situazioni irregolari" ha detto Anzini. L’assessore Buzzi ha garantito che all’Arpa è stato affidato il controllo delle circa 350 antenne esistenti nel comune. Per Rifondazione Comunista, Antonello Corrado si è detto "amareggiato di aver dovuto fare la Cassandra del caso", preannunciando i problemi poi puntualmente riscontratisi. "Sui controlli c’è chi li fa anche con pochi mezzi, come il Comune di Ferno, che li svolge in cooperazione, qui non abbiamo neppure il rilevatore. In ogni caso, se li si affida all’Arpa, questa è tenuta ad avvisare i gestori 24 ore prima… ed ogni antenna ha una manetta che permette di ridurre la potenza d’emissione, giusto quando serve…". Il discorso è fin troppo chiaro.

Dal centrodestra Cicero ha parlato di "demagogia" da parte di Corrado, ricordando che regolamenti più restrittivi delle norme nazionali e regionali finiscono in genere cassati dai Tar, le cui sentenze sono quasi sempre a favore dei gestori. "Spesso a ricorrere sono addirittura i condomini, che perdono i soldi delle compagnie" ha aggiunto Pellegatta (AN). Per Rifondazione, Corrado e Angelo Lofano hanno ribattuto che a Monza e Cinisello Balsamo i Comuni hanno approvato regolamenti restrittivi e vinto le cause intenate dai gestori di telefonia, provando che investire sulla salute publica si può e si deve: "Le antenne vanno mese dove dice il Comune, non dove pretendono i gestori". Per Grandi (Progressisti) "l’antenna presso l’asilo è stata messa con il silenzio-assenso, perchè l’amministrazione non ha mai risposto alla richiesta di autorizzazione". L’ultima parola è spettata al Sindaco Luigi Rosa, che ha implicitamente riconosciuto l’esistenza del problema, auspicando che, dopo aver preso visione degli effetti del regolamento sulle installazioni in città, si possa in futuro impedire che ne avvengano altre del tipo di quella di via Risorgimento, con buona pace di asili, scuole e quant’altro. Si è infine passati al voto: la maggioranza ha approvato il proprio emendamento che chiedeva di continuare il dialogo già
avviato con la Vodafone per far rimuovere l’antenna incriminata, respingendo invece l’emendamento Grandi che chiedeva di far rimuovere "immediatamente"
l’antenna di via Risorgimento. Approvata anche una modifica proposta da Anzini (acquistare non uno ma più rilevatori), la risoluzione è stata quindi approvata con l’astensione dell’opposizione. "Alla fine si faranno cose che chiedevamo già l’anno scorso. Abbiamo perso un anno" sentenzierà poi, amaro, Corrado.

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Pubblicato il 20 Luglio 2005
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