Fausto Montalto è il nuovo consigliere di Forza Italia
Il Consiglio comunale vota la surroga, ma il partito interessato non partecipa al voto. La Casa delle Libertà ancora una volta è divisa
Il Consiglio comunale ha deciso: sarà Fausto Montalto a prendere il posto di Elio Battipede, consigliere di Forza Italia dimissionario per assumere la carica di presidente di Avt. Dopo la breve esperienza di Daniela Tam Baj ed il lungo periodo col posto vacante in seguito al ricorso presentato da Orazio Sofia, tra un parere legale ed una sentenza del Tar si è giunti così ad una conclusione.
Conclusione che non ha però visto tutto il Consiglio concorde, tanto che la surroga del consigliere è stata votata a maggioranza. Clamorosamente, a cercare di bloccare la nomina è stata proprio Forza Italia, i cui esponenti hanno tutti disertato il voto.
«Non ci assumiamo la responsabilità di scegliere un consigliere comunale invece di un altro, non spetta a noi, rischiamo di esporci ad infiniti ricorsi» ha ribadito il capogruppo Aldo Colombo. Una spiegazione che, se da un lato tiene unito il partito di maggioranza relativa, dall’altro isola Forza Italia dal resto del Consiglio comunale, dato che persino gli alleati del centrodestra votano a favore della surroga.
La Casa delle Libertà varesina dunque fatica a trovare una posizione comune anche su questioni che non riguardano direttamente la guida politica della città. Sicuramente Forza Italia avrà avuto le sue buone ragioni per comportarsi come si è comportata, però resta il fatto che gli azzurri si sono a lungo (giustamente) lamentati per la mancanza di un loro consigliere e quando finalmente si è giunti ad una soluzione, hanno nicchiato tutti insieme.
Dall’opposizione, convinta che il no di Forza Italia sia dovuto esclusivamente ad equilibri interni al partito, arrivano commenti sarcastici. «A quanto pare oggi abbiamo un consigliere in più, Montalto – ironizza il capogruppo della Margherita Roberto Molinari – un comunista che dalla maggioranza passa all’opposizione». Al di là delle battute, Molinari effettua una riflessione che rende bene l’idea di quanto a Varese la politica sia caduta in basso: «Mentre noi assistiamo a queste sciocchezze della politica, con un partito che non vota la nomina di un suo consigliere, in quest’aula non è stata detta una sola parola sull’eccidio di Sebrenica in Bosnia, di cui oggi ricorre il decennale. È stato il più grande crimine contro l’umanità del Secondo Dopoguerra. E pensare che tra i politici intervenuti in Bosnia c’era un ministro inglese, dopo quello che è successo in questi giorni è un segno di grande civiltà politica».
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