In viaggio nel «Piccolo mondo antico» della Valsolda

Il primo viaggio del Parco letterario transfrontaliero sul lago Ceresio ha estasiato i primi turisti culturali

E’ iniziata con i primi due viaggi a invito l’esperienza del Parco letterario dei laghi che unisce in unico pacchetto turistico le tre località di Luino, Valsolda e Montagnola (Ticino) legate a doppia trama alla letteratutra del 900. Hesse, Chiara, Sereni, Fogazzaro amavano questi luoghi e da essi spesso traevano ispirazione per le loro opere. Ieri e l’altroieri, da Lugano, sono partiti i primi sessanta viaggiatori «sentimentali» catapultati proprio nel «Piccolo mondo antico» di Antonio Fogazzaro partendo da Lugano su un’imbarcazione storica.

I viaggiatori hanno scoperto Valsolda, piccola località rimasta immutata dai tempi in cui il Fogazzaro ambientava i propri romanzi sul lago di Lugano (anche se in provincia di Como). Dopo aver oltrepassato il confine svizzero si apre uno scenario quasi sconosciuto che appare in tutto il suo splendore. Il paesino di Valsolda con le sue frazioni è un borgo arroccato sulla montagna che scende a lago, tutto raccolto e ammassato in poche centinaia di metri di costa. La barca approda a Oria dove i visitatori vengono fatti scendere, tra vicoletti strettissimi e ripide scalinate che si inerpicano lungo le case. Improvvisamente la visita turistica si fa teatro con personaggi fogazzariani che spuntano e inscenano passi dei romanzi più celebri. Ad accogliere la guida, il bravo narratore e il gruppo c’è Marina di Malombra, personaggio fulcro del romanzo «Malombra», che crede di essere la reincarnazione di una sua antenata morta.

Procedendo nel cammino per i vicoletti le descrizioni della guida e del narratore suscitano emozioni e inquietudini tipiche del misticismo del Fogazzaro. Una bambina che gioca con un pallone, la piccola ombretta di «Piccolo mondo antico» fa presagire la malaugurata sorte che le toccherà, la madre Luisa factotum del paese di Oria, cercata da tutti per qualsiasi problema gironzola indaffarata saltando da un vicolo all’altro accompagnando il visitatore, la ricreazione del momento della morte di Ombretta e la cupa disperazione della madre e, infine, la casa di Fogazzaro, dove veniva con la famiglia a trascorrere piacevolissime giornate di festa con la moglie.
Tutti in barca, nuovamente, per Valsolda mentre dal lago si vede il cimitero dove riposa la piccola Ombretta e sul muretto che lo delimita sono sedute Ombretta e Luisa che fanno una composizione floreale. Approdati a Valsolda si va a cena all’albergo Stella d’Oro dove viene ricreata la cena preferita di Fogazzaro che qui soggiornava per isolarsi dal mondo e scrivere i suoi romanzi. L’albergo è ora gestito dal nipote dell’Ortelli che riceveva il Fogazzaro e gli aneddoti sulle sue visite hanno allietato i commensali. Risotto, pesce persico di lago e un bicchiere di Ghemme, vino docg novarese, che egli amava sorseggiare. Ogni riferimento eno-gastronomico è stato accompagnato da un’attenta e precisa spiegazione da parte di Marilena Flury, regista del progetto Parco letterario.

Dopo cena si passa al pulman e si sale per Castello, altro borgo della Valsolda, appena sopra il paese con un nugolo di case che, una volta circondavano il castello distrutto poi da San Carlo Borromeo perchè divenuto covo di banditi. La chiesetta di San Martino, stupendamente affrescata da Paolo Pagano eccentrico artista locale degno di ben più alta fama, conclude questa esperienza con un’ultima piece teatrale dell’ottima compagnia Fata Morgana sul sagrato della chiesa con uno spettacolo di ombre e un monologo, tratto da «Il santo» che sintetizza il misticismo cristianeggiante del Fogazzaro.

A conclusione di questo viaggio Maurizio Panunzio, responsabile della fondazione Ippolito Nievo, che detiene il copyright sui parchi letterari, ha esaltato le potenzialità di quest’offerta turistica spiegando che in Italia ne esistono già trenta e ha invitato tutti a Luino per settembre quando toccherà a Piero Chiara e alla «sensualità», così come Fogazzaro ha espresso «la spiritualità dell’anima» e come Herman Hesse rappresenterà «il corpo». Tutti i partecipanti al viaggio sentimentale in Valsolda sono rimasti positivamente impressionati dall’organizzazione, dalla scelta dei tempi e dal magico equilibrio tra teatro, sapori, narrazione e nozioni culturali che sono state mixate in modo esemplare. A settembre, dunque, toccherà a Luino con il primo viaggio ad invito, poi a Montagnole e per la primavera 2006, promette Marilena Flury si inizierà con i turisti.

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Pubblicato il 27 Luglio 2005
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