L’Islam sfrattato prega in Comune
Protesta della comunità musulmana per il diritto di culto, poi una breve preghiera in direzione... del Comune
«Allah akbar», Dio è grande, hanno urlato in piazza della Libertà. Erano circa un centinaio i musulmani che sabato pomeriggio hanno manifestato nel centro di Gallarate per protestare contro la decisione dell’Amministrazione, guidata dal forzista Nicola Mucci, di chiudere la moschea di via Peschiera. Numerose le presenze di cittadini islamici arrivati dai comuni limitrofi e anche da Milano per portare la loro solidarietà ai musulmani di Gallarate. Tra questi anche Abu Imad, imam del Centro islamico di viale Jenner, il portavoce della comunità islamica varesina Samir Baroudi e il rappresentante dell’Anolf-Cisl M’hammed Sayaih.Nutrita, ma discreta, la presenza delle forze dell’ordine che temevano momenti di tensione, ma la manifestazione si è svolta in modo del tutto pacifico, con un presidio e un breve corteo in direzione del Comune, colorato da molte bandiere della pace e striscioni inneggianti la legalità, contro il terrorismo ma anche contro la discriminazione per motivi religiosi. Solo un uomo anziano si è avvicinato al corteo con un cartello per fare una contromanifestazione, prontamente stoppata dagli agenti della digos perché non autorizzata.
«Abbiamo presentato tre mesi fa i progetti per la ristrutturazione della moschea – ha spiegato Himad Khartaoui, che in assenza dell’imam Mohamed Mafhoudi è il portavoce della comunità islamica di Gallarate – ma non abbiamo ottenuto risposta. Mancava il consenso del proprietario per quelle modifiche. Non è vero che noi abbiamo lasciato passare due anni inutilmente. L’assessore Ivan vecchio ci ha poi detto che aveva individuato una possibile sede in uno stabile della frazione di Caiello, in via Varese 84».
Ivan Vecchio da parte sua smentisce e aggiunge di non aver mai dato quell’indicazione a Mafhoudi. «Quando l’imam mi ha chiesto un parere a carattere personale io gli sconsigliai di prendere lo stabile di Caiello, perchè da una verifica non era previsto dalle norme tecniche di attuazione, quindi era meglio non comprarlo. Da buon cristiano aggiungo che bisogna evitare di dire bugie per evitare di alzare la tensione».
L’imam del Centro islamico di viale Jenner a Milano ha usato toni pacati e parole di grande distensione, mentre più polemico e infuocato è stato l’intervento del portavoce Samir Baroudi che ha detto: «Questa azione contro la moschea è a mio parere la risposta al recente avviso di garanzia ricevuto dal sindaco Mucci: uno stratagemma per distogliere l’attenzione dai suoi guai e che a questo punto si dovrebbe dimettere. Profanare una moschea significa in qualche modo dichiarare un atto di guerra contro l’Islam».
«Per tutti diritti uguali» hanno urlato i manifestanti e, al grido di «Allah akbar», hanno occupato la strada per una breve preghiera condotta dall’imam Abu Imad, rivolti in direzione della Mecca la cui posizione, per una singolare coincidenza, corrisponde proprio… alla facciata di palazzo Borghi sede del Comune di Gallarate. La preghiera, a cui hanno partecipato anche molti bambini, è durata un quarto d’ora circa, sotto gli sguardi incuriositi dei passanti.Infine, armati di fotocopie, hanno affisso sul portone del Comune gli articoli della Costituzione italiana che garantiscono a tutti i cittadini uguali diritti, libertà di espressione e di culto. La manifestazione si è quindi sciolta, ma Himad Khartaoui, vice dell’imam, ha già annunciato che se la situazione non si sbloccherà, venerdì prossimo alle 17,15 i musulmani di Gallarate torneranno a pregare in piazza.
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