Nasce la “città festival”
La fondazione culturale "1860 Gallarate città" presenta il programma: Teatro, letteratura, musica, poesia e nessuna polemica
Il Comune di Gallarate ci è arrivato. Se la cultura deve essere esternalizzata è meglio farlo con le dovute garanzie per il pubblico e la cittadinanza. Questa è una delle ragioni della nascita della fondazione culturale "1860 Gallarate città", anche se non è ancora completamente chiaro il rapporto tra la neonata istituzione e il suo azionista di riferimento. Di certo la scelta degli uomini che avranno la direzione organizzativa ed artistica della fondazione, Adriano Gallina e Diego D’Auria (tutt’altro che nemici), nonché la presidenza, affidata a Mario Lainati (ex magistrato, oggi notaio), provano che la direzione è quella dell’autonomia e della competenza. Il vicesindaco Paolo Caravati e l’assessore alla Cultura Roberto Delodovici confermano che non ci saranno sdoppiamenti di cariche o poltrone costruite su misura.
Di quest’operazione c’è un altro aspetto importante: nell’epoca dove tutto è evento, compresa la cultura, la fondazione culturale punta alla stabilità, al progetto, al coinvolgimento e al coordinamento costante delle forze culturali presenti sul territorio. La fondazione avrà il compito di definire "il piano regolatore" della cultura. Un progetto ambizioso che potrebbe far diventare Gallarate la «città festival», tanto per riprendere un termine utilizzato da Adriano Gallina.
Nel giorno della presentazione a Palazzo Borghi, dopo l’invito del vicesindaco Caravati e dell’assessore Delodovici a mettere da parte le polemiche che hanno contraddistinto la nascita della fondazione, il presidente Lainati ha presentato il denso programma e "la strategia economica".
La fondazione affiancherà manifestazioni già esistenti, quali: Duemilalibri, dedicata alla letteratura (compresa quella per ragazzi), il Festival della poesia e del gospel. Sarà, però, il circuito teatrale la vera novità. A Gallarate ci sono quattro sale, di cui due storiche. I loro nomi ricordano quanto la cultura sia un fatto di partecipazione e condivisione: Il Teatro Condominio e il Teatro del Popolo, il cui restauro è in via di completamento. A questi si aggiungono il Teatro delle Arti e il Teatro Nuovo di Madonna in Campagna, gestiti da privati. Un’offerta notevole che consentirà di costruire un grande cartellone cittadino con svariate proposte: dalla prosa classica al teatro per ragazzi, dalla danza alla musica lirica. Una città festival aperta alla sperimentazione e soprattutto con la giusta attenzione alle nuove generazioni. Da segnalare l’idea del "Lifest", manifestazione che ricalca il modello del festival della scienza di Genova o il festival della filosofia di Modena, il cui tema principale sarà la vita, la genetica e la bioetica.
Il capitolo risorse è il più spinoso quando si parla di cultura, ovvero il settore più "potato" dalle amministrazioni pubbliche. La formula della fondazione culturale risolve una parte del problema. La sua costituzione in onlus, infatti, facilita il sostegno concreto dei cittadini al progetto in quanto la legge prevede che il contributo dato alle organizzazioni non lucrative e con un’utilità sociale sia deducibile dal reddito complessivo. Un professionista, che è voluto rimanere anonimo, ha già messo mano al portafoglio per 70 mila euro, ma Lainati invita i numerosi professionisti di Gallarate ad uscire allo scopertoe a finanziare il progetto. E dove non arriverà la borghesia illuminata della città, dovranno arrivarci le fondazioni bancarie, Cariplo in testa. (foto: Mario Lainati)
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