Questione parcheggi, la fretta è cattiva consigliera
Nel disperato tentativo di raccattare qualche opera per dimostrare che negli ultimi otto anni la sua non è stata esclusivamente una politica di promesse non mantenute, la maggioranza che sgoverna Varese si è buttata sui parcheggi da realizzare anche con l’intervento dei privati.
La fretta è cattiva consigliera, mette a rischio di cadute di stile e di trasparenza: dobbiamo a Cesare Montalbetti (Margherita ) se alla maggioranza non è riuscito di far passare come solo atto di natura tecnica il cambio di proprietà e di destinazione del parcheggio di via Luini oggi gestito dall’ACI. L’area infatti viene ceduta dalla Fondazione Rainoldi alla mano privata che costruirà un silo con un piano interrato e tre fuori terra che potrà accogliere numerose suo.
Operazione lecita, ma che meritava maggiore chiarezza dal momento che presidente e consiglieri della Fondazione sono di nomina comunale: se dunque oggi siamo meglio informati su approssimazione e superficialità di chi regna a Palazzo Estense lo dobbiamo alla lezione di democrazia impartita da Montalbetti.
L’episodio merita altre annotazioni. Intanto giova ricordare che la questione generale dei parcheggi comincia ad avere uno sbocco dopo un decennio di chiacchiere: si potrebbe discutere sull’opportunità di strutture realizzate in centro piuttosto che in periferia , ma in ordine al problema appare resistibile la sensibiltà ambientalistica. In secondo luogo la macchina da guerra comunale davvero è scatenata sul fronte dei parcheggi tanto che una vasta area all’interno dell’ ex seminario di Masnago, in corrispondenza di via Giovanni Borghi, dovrebbe accogliere le auto di dipendenti e utenti degli assessorati. Il tutto quando a due passi c’è il parcheggio dello stadio sempre libero nelle ore di apertura degli uffici!
Da difendere non c’è solo il grande verde dove vogliono costruire il carcere, ma anche quello piccolo eppure tanto importante delle aree urbane che tra l’altro vedono anche allegramente tagliate troppe piante.
Il ritorno sulla scena di Arturo Bortoluzzi dopo il volontario esilio nelle lande
fumose di Varese Europea è però di conforto per coloro che credono nella necessità di incalzare sempre , comunque e con competenza, la pubblica amministrazione sulle problematiche ambientalistiche. Non sempre c’è Attila nelle istituzioni, non sempre scientemente si combinano guai, ma a volte la disattenzione è altrettanto disastrosa. Accanto a Montalbetti, Mirabelli, Zappoli che sanno veramente fare opposizione costruttiva, adesso c’è di nuovo Bortoluzzi con il suo impegno come Amico della Terra. E amico di Varese.
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