Ricordando Floriano Bodini

Sabato pomeriggio, il giorno stesso in cui è scomparso lo scultore, l'inaugurazione della mostra

Un’atmosfera di cordoglio ha accompagnato l’inaugurazione della mostra Realismo esistenziale 1954 – 1964 di ieri: la scomparsa di Floriano Bodini, avvenuta la mattina stessa, ha privato il museo del suo fondatore e di uno degli artisti che hanno dato vita al movimento del Realismo esistenziale.

Nonostante i dubbi del pomeriggio, tuttavia, l’organizzazione ha deciso che l’inaugurazione dovesse avere comunque luogo: Bodini, malato da tempo, aveva profuso fino all’ultimo un forte impegno nell’allestimento della mostra.

 Hanno presentato il movimento pittorico le commosse parole del fratello dell’artista, Arturo Bodini, ex sindaco di Azzio, cui Floriano aveva insistito per affidare questo ruolo. I protagonisti del movimento Realismo esistenziale erano fautori di un realismo ben diverso dal realismo socialista precedente; con la guerra e la Resistenza ormai alle spalle, questi artisti si rivolsero alla dimensione quotidiana dell’esistenza, alle piccole grandi lotte che l’uomo deve combattere ogni giorno. Non più ideologie ma una riflessione intima sull’identità umana, senza tuttavia astenersi da un sentito impegno sociale.

 

A ricordare l’esperienza umana e artistica di Bodini è intervenuto Costante Portatadino, Presidente dell’associazione “Amici del Museo Civico Floriano Bodini”, che ha voluto porre l’accento sul profondo senso del mistero dell’esistenza nella riflessione dell’artista, un mistero che emerge in modo più drammatico nelle prime opere per poi riappacificarsi in una quieta consapevolezza nelle opere della maturità. Nonostante il dolore causato dal recente lutto, una delle chiavi per comprendere le opere di Bodini è la sua speranza verso il futuro, che aleggia nelle sue Colombe di bronzo (uno tra i soggetti preferito di Bodini, che ritroviamo sia nelle sculture sia nelle medaglie) e nello sguardo rivolto all’orizzonte dell’Uomo, scultura collocata nel giardino del Museo Civico dove trovano posto alcune tra le più belle statue di bronzo del Bodini. Nel museo si trovano anche gli studi in gesso del Monumento al cavatore e del complesso monumentale I sette di Gottinga, il cui originale si trova oggi ad Hannover, e la serie dei busti, dedicati a Papi (Bodini è ricordato come ‘lo scultore dei Papi’) come agli affetti familiari (Ritratto del padre, della madre, del fratello).

 

La mostra, che si concluderà il 2 ottobre 2005, propone un’antologia di opere degli altri esponenti del movimento, sculture e tele: dalla tragica Bambina uccisa di Bepi Romagnoni all’Asino di Tino Vaglieri, passando per le opere di Giuseppe Banchieri, Mino Ceretti, Gianfranco Ferroni, Giuseppe Guerreschi.

 

Oltre all’evento della mostra il Museo Civico Bodini di Gemonio ospita un’interessante collezione di bronzetti (tra cui il San Fedele di Lucio Fontana e Perché la pace non c’è più – Colombe di Giuseppe Scalvini) e una ricca biblioteca di libri d’arte aperta al pubblico (per avere ulteriori informazioni sul Museo Civico Bodini e sulla mostra Realismo esistenziale, visita il sito ufficiale).

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Pubblicato il 03 Luglio 2005
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